SouthBound Akes 675

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Re: SouthBound Akes 675

Messaggioda bluedeep » 28/11/2019, 10:50

Se guardo alla produzione di barche in alluminio australiane e neozelandesi, verifico invece un'estrema attenzione alla carrellabilità. Tanto più che gli stessi cantieri realizzano carrelli ad hoc per ogni singolo modello di loro costruzione. Stiamo però parlando di barche, potenzialmente affondabili se non progettate con gavoni stagni interni riservati proprio alla questione della galleggiabilità.

Capisco in ogni caso la tua osservazione. Il mezzo tubolare schiumato determina una maggiore larghezza interna ma si vincola ad una larghezza massima esterna di 255.

Considerato questo vincolo, potrebbe essere pensabile (e sufficiente per garantire la galleggiabilità) un 1/2 tubolare tradizionale e quindi sgonfiabile in occasione del trasporto al fine di poter comunque rientrare nella sagoma dei 225?





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mi iscrissi come mailand e venni cacciato... come Y40 e venni cacciato.... mi convincerò mai a stare con i miei degni compari e non scassare i cabbasisi....???

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Akeswins
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Re: SouthBound Akes 675

Messaggioda Akeswins » 28/11/2019, 11:45

Infatti il Southbound è largo 2.55 inclusi tubolari. Ho progettato per un altro cantiere australiano ( ed è ora in fase di realizzazione ) un battello simile ma con tubolari gonfiabili e infatti risulta molto più spazioso internamente , trattasi sempre di tubolari a "D".
Quindi assolutamente la soluzione che garantisce il miglior sfruttamento dello spazio interno compatibilmente con requisiti di carrellabilità è la soluzione dell' AQA rib 27 o anche meglio tubolari a "D"gonfiabili.

Le caratteristiche di inaffondabilità del SouthBound sono analoghe a quelle di un equivalente 6.6/7 metri dotato di tubolari tradizionali?

Dal punto di vista costruttivo, dei costi, e della navigabilità, quali i vantaggi/svantaggi della tecnologia "foam" rispetto a quella "gonfiabile" tradizionale?

Nel caso di questo "ibrido" sarebbe stata possibile la realizzazione di "mezzi tubolari" in modo analogo a quanto in fase di realizzazione per la porzione di prua del "gommo_cabinato" in fase di costruzione presso AQA?


Come inaffondabilità... farei un distinguo tra teoria e pratica. Il southbound è inaffondabile nel senso che i tubolari hanno un volume sufficiente per tenerlo a galla ma includendo anche il volume d' acqua spostato dagli spessori dello scafo e altri volumi chiusi. In teoria, se si sfondassero tutti i compartimenti dello scafo, sarebbe completamente allagato e forse l' impianto elettrico andrebbe KO, quindi sarebbe "alla deriva". In pratica, le possibilità che uno scafo di quello spessore e quei rinforzi si squarci in più punti, sono prossime allo zero. Anche se in planata centrasse una secca. Si romperebbero al massimo 1-2 compartimenti, quindi se il motore non andasse compromesso , si rientrerebbe alla base in planata. Ho centrato io due volte (vergogna) una secca con la mia barca che è da 4 mm ed è andata via l' antivegetativa, ti lascio immaginare la robustezza all' impatto di una da 6 ma soprattutto con quei rinforzi interni e la chiglia a tutta lunghezza da 10 mm. Immagino tu abbia già visto le jet boat americane in alluminio quando salgono sopra i massi sulle rapide... ecco . Quindi direi , in pratica, "si", è inaffondabile, considerando pure che i tubolari pieni non sono soggetti a forature per eventuali morsi di...squalo.

Come costi, la tecnologia foam è parecchio superiore. Come pesi anche. Inoltre il tubolare non è rastremabile a costi umani, perchè si tratta di estrusi. Una soluzione "scolpita" tipo quella di SM aumenta molto la complessità.
Come navigazione non c'è alcuna differenza, la forma fa la sostanza. Io direi alla fine che gli svantaggi sono i costi , i pesi maggiori, e il vincolo sulla larghezza max... i vantaggi la sicurezza (non si buca) . A questo punto , se non deve essere sgonfiato, vedrei la cosa da un altro punto di vista che è stato il mio tanti anni fa: uno scafo a doppia murata schiumato internamente. L' unica differenza rispetto alla soluzione "foamfilled" è che la murata è rigida e meno friendly negli impatti, ma dei parabordi o un bel bottazzo di dimensioni generose possono ovviare.. nel loro caso si preferisce il foamfilled perchè il mezzo in questione passa molto tempo tra una murata e l' altra di barche più grosse. Come dicono loro "the Rotto tender"

Certamente sarebbe stata possibile la realizzazione di tubi non schiumati ma sempre a D.
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Re: SouthBound Akes 675

Messaggioda Blackfin » 28/11/2019, 12:32

Siccome si fa un discorso di carattere generale (quindi non riferito agli scafi rigidi progettati da Akes che, ho potuto verificare di persona, sono esenti dal problema) devo dire che da gommonauta, fino a quando non mi è capitato di riscontrarlo ripetutamente,ho scoperto che molti scafi rigidi, anche blasonati, specie monomotori dotati di fuoribordo, presentano problemi di stabilità dinamica trasversale. La dimostrazione è che moltissimi ricorrono all'installazione di correttori d'aspetto come i flaps. Quindi la soluzione scafi rigidi con compartimenti stagni inaffondabili rispetto ai RIB/tubi schiumati imho va proposta solo considerando quelli progettati tenendo conto di questa problematica.
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Re: SouthBound Akes 675

Messaggioda Akeswins » 28/11/2019, 13:02

considera Black che a parità di larghezza, un "chine" piatto conferisce molta più stabilità trasversale di un mezzo tubo. L' ho sperimentato anche a suo tempo con l' Akes23 , in versione originale con un chine da 17 cm e poi modificata con l' aggiunta di "winglets" che ne hanno portato la larghezza a poppa a 30 cm. Con vento forte al traverso, in planata, lo scafo resta trasversalmente dritto. Chiaramente concordo sul fatto che lo scafo debba tener conto di questa problematica, mentre sai come la penso sui flaps: possibilmente sempre.
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