Pilotare in sicurezza uno smontabile sul mosso

Parliamo di gommoni smontabili sia con paramezzale che ad alta pressione, tender e fast roll.

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Pilotare in sicurezza uno smontabile sul mosso

Messaggioda Barrotta Giacomo » 18/12/2014, 11:48

Dopo aver navigato con uno smontabile nelle più svariate condizioni meteomarine tra cui l'ultimo raid in solitario di 152 miglia nell'agosto scorso viewtopic.php?f=9&t=22540,
viewtopic.php?f=9&t=22548
mi sono deciso a riportare le mie esperienze in questo topic con l'intento di esprimere il mio punto di vista a chiunque si trovi ad affrontare con uno smontabile mari che incattiviscono in poco tempo divenendo potenzialmente pericolosi o più semplicemente a chi desidera cimentarsi con questi mezzi in escursioni più impegnative, di come approntare al meglio il battello con la migliore distribuzione dei pesi e quali sono le tecniche più idonee da adottare per navigare sul mosso in massima sicurezza.
I numerosi capovolgimenti di battelli - tra i quali anche grossi Rib - visibili in diversi filmati su YouTube ci devono fare riflettere su come in mare non si scherza mai e l'uomo, divenuto marinaio, si muove in un ambiente ostile alla propria natura di "abitante" terrestre.

Auspico che questo argomento possa arricchirsi del vostro contributo riportando le vostre esperienze ed esprimere i vostri pareri sugli argomenti trattati fino ad addivenire a conclusioni e conoscenze che possano rivelarsi utili per tutti gli appassionati.

*-*-*-*-*-*

LA SCELTA DEL BATTELLO
Anzitutto la misura minima di uno smontabile, adatto ad intraprendere navigazioni di un certo impegno, varia da un minimo di 3m ad un massimo di 4,20-4,40m oltre la quale conviene passare ai Rib.
Se si intende praticare il campeggio nautico la misura ideale è 3,40-3,60m.
Battelli inferiori ai 2,80-2,50m restano relegati a tenders di barche più grosse e sono adatti a percorrere in dislocamento le poche decine di metri per raggiungere terra oppure la caletta ridossata con mare rigorosamente calmo.

Chiglia pneumatica gonfiabile, chiglia rigida con longherone, chiglia/longherone ad alta pressione, chiglia/pagliolo ad alta pressione
A mio parere andrebbero scartati tutti i battelli a chiglia pneumatica (quella a salsicciotto gonfiabile) in favore di quelli con longherone rigido oppure gli Zodiac fastroller o i Vib della Selva.
La ragione è che i chiglia pneumatica, purtroppo, non sono in grado di produrre un profilo di carena sufficientemente spigolata idonea a fendere le onde per addolcirne gli impatti e sono condannati a sbattere già con piccole onde perché si scontrano continuamente due superfici pressoché piatte: quella della carena e quella dell'onda sulla quale impattano. La navigazione sul mosso di questi battelli è quasi sempre dura e stressante, divenendo pressoché insostenibile per lunghi periodi.

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Battello a chiglia pneumatica (sconsigliato).

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Battello a chiglia rigida (consigliato).

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Battello a chiglia alta pressione (consigliato).


Battello a pagliolo sagomato alta pressione (consigliato).

DISPOSIZIONE DEI PESI A BORDO
Data la sua estrema leggerezza uno smontabile è particolarmente sensibile alla distribuzione dei pesi a bordo i quali dovranno perciò essere attentamente organizzati in relazione al carico di persone e cose imbarcate per poter effettuare navigazioni ben bilanciate in qualsiasi condizione di mare.

Guida a barra in solitario
Ormai tutti gli smontabili dispongono di una o due panchette ove sedersi fissate a ponte tra i due tubolari.
Per condurre il battello a barra col massimo confort per lungo tempo col minimo stress la migliore postazione di guida è quella da seduti sulla panchetta a poppavia (meglio con un cuscino sotto le chiappe) che si trova a circa un terzo del natante a partire da poppa (all'uopo sarà quasi sempre necessario applicare una piccola prolunga alla barra). In questo modo i comandi del motore (accensione, marce e spegnimento) restano sempre a portata di mano ed inoltre si ha un'escursione dello sterzo più ampia ed immediata.
Un altro vantaggio è dato da una minore violenza degli impatti contro le onde in quanto l'oscillazione massima verticale resta a carico della prora per poi gradatamente diminuire verso poppa (cioè si determina una "figura" che si muove a compasso a partire dalla poppa più ferma rispetto alla prora il cui movimento oscillatorio in verticale è più ampio).
Il miglior bilanciamento si ottiene fissando a prora estrema un borsone che contenga tutti gli accessori tra cui lo stesso serbatoio del carburante oltre all'àncora con catena, attrezzature da campeggio ecc.
Nonostante i maggiori pesi di pilota e motore a poppavia rispetto alla prora più leggera, ho potuto accertare che questa disposizione consente una rapida uscita in planata in un perfetto assetto disteso realizzando navigazioni ottimamente bilanciate in tutte le andature e condizioni di mare - compatibili con uno smontabile - con la prora che avanza agilmente fendendo le onde ed ammortizzandone gli impatti.
Infine il borsone oltre ai bagagli - dal peso di circa 30-50kg - si potrà utilizzare come zavorra mobile per meglio bilanciare i pesi quando si imbarcano ospiti a bordo.
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Il borsone contiene tutti gli accessori tra cui lo stesso serbatoio carburante e l'àncora con catena.

Guida a barra con un passeggero a bordo
Fermo restando il pilota che guida seduto sul lato destro della panchetta, il passeggero si siederà sul tubolare sinistro pronto a spostarsi più verso prora o verso poppa fino a determinare il miglior bilanciamento in relazione alla navigazione effettuata.
Con mari di prora/mascone il borsone può restare bloccato a prora mentre con le andature giardinetto/mascone conviene spostarlo a poppa per evitare che la prora, troppo appesantita, tenda a "piantarsi" o comunque sia meno pronta a risalire il dorso dell'onda successiva (maggiori dettagli quando tratterò quel tipo di navigazione).

Guida a barra con più passeggeri
Con equipaggi di 3 e più persone i passeggeri si possono distribuire seduti sui due tubolari ferma restando la solita posizione del pilota sulla panchetta.
Sarà sempre preferibile mantenere il borsone bloccato a prora per un maggiore confort dell'equipaggio che sbatte di meno nelle posizioni più arretrate tenendo conto che è disponibile un posto a poppa estrema dietro il pilota (nel lato opposto non si può perché deve rimanere libero per i movimenti della barra del motore) solitamente riservato al gentil sesso o a coloro che sono maggiormente impressionabili nelle navigazioni sul mosso.

Concludo rimarcando che nelle andature di mascone e giardinetto è opportuno spostare il passeggero dispari, o quelli più pesanti, sul tubolare più esposto agli impatti con le onde per ottenere un miglior bilanciamento laterale della navigazione.

*-*-*-*-*-*

NAVIGAZIONE CON MARE FORMATO
Può capitare di partire in buone condizioni meteomarine e di navigare tranquilli verso la meta felici di aver azzeccato la giornata giusta per godere appieno della nostra passione.
Ma una caratteristica intrinseca del mare è proprio la sua mutabilità e possiamo ritrovarci coinvolti in una robusta sventolata che in poco tempo fa montare un mare che ci costringerà ad affrontare una navigazione impegnativa.
Premesso che con uno smontabile non si possono effettuare navigazioni coast-to-coast affrontando mari aperti ad oltre 3-6 miglia (già proibiti per legge) le navigazioni restano limitate lungo la costa ed in ogni caso con obiettivi a vista.
Il maggior pericolo in cui si può incorrere sul mosso è quello del ribaltamento col motore che finisce sott'acqua fuori uso. Se non si hanno i nervi ben saldi e pronti ad adottare i giusti provvedimenti la situazione può assumere contorni drammatici fino a trasformare la nostra tranquilla e gioiosa escursione in una tragedia qualora, ad esempio, venissimo sospinti dai marosi contro una scogliera.

Lo scopo di questo topic è proprio quello di limitare al massimo questa eventualità adottando la migliore tecnica di navigazione per superare in sicurezza quelle situazioni fino a raggiungere terra sani e salvi.

Ora faccio una pausa per saggiare il vostro interesse su questo argomento con i vostri interventi.

Poi proseguirò seguendo la seguente scaletta:
Navigazione sul mosso
-- navigazione con mare mosso/frangente prora/mascone,
-- navigazione con mare mosso/frangente al traverso,
-- navigazione con mare mosso/frangente poppa/giardinetto,
-- come giungere a terra in presenza di grossi frangenti.

Sicurezza
-- Come organizzare a bordo la conduzione del battello sul mosso in massima sicurezza,
-- cosa fare in caso di ribaltamento,
-- un'idea di come si può attrezzare un battello per riaddrizzarlo dopo il ribaltamento o renderlo autoraddrizzante evitando l'allagamento del fuoribordo (da sperimentare),
-- un'idea di come si possa navigare senza incorrere nel pericolo di ribaltarsi (da sperimentare)

(continua...)
Ultima modifica di Saxthemax il 18/12/2014, 12:23, modificato 1 volta in totale.





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Re: Pilotare in sicurezza uno smontabile sul mosso

Messaggioda flower1963 » 18/12/2014, 14:00

Continua.... ci interessa :P

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Re: Pilotare in sicurezza uno smontabile sul mosso

Messaggioda roby 63 » 18/12/2014, 18:06

Anche a me' interessa molto questo argomento.
:bene:

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Re: Pilotare in sicurezza uno smontabile sul mosso

Messaggioda Barrotta Giacomo » 18/12/2014, 19:08

...da domattina proseguirò con gli altri argomenti.

Nel frattempo mi piacerebbe conoscere i vostri commenti e valutazioni/consigli su questo primo topic d'apertura che introduce la navigazione vera e propria nelle varie andature che tratterò in dettaglio nei prossimi post.

Grazie.
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Re: Pilotare in sicurezza uno smontabile sul mosso

Messaggioda Francomaffio » 18/12/2014, 23:42

:bene:
La premessa è interessante, ma ti sei fermato sul più bello....
:clap: :clap:

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Re: Pilotare in sicurezza uno smontabile sul mosso

Messaggioda Gian » 19/12/2014, 6:11

un tema di fatto assai dibattuto, vediamo come evolve questo interessante incipit del post di giacomo. Lo seguirò con interesse

Devo però dirti che on sono completamente d'accordo. La chiglia pneumatica a "salsicciotto" sicuramente è poco performante , ma questi piccoli mezzi usati con "grano salis" possono comunque dare notevoli soddisfazioni anche se le mete consigliate sono sempre ridotte rispetto ad altri mezzi. Io ci sono andato con un 340 per 6 anni e devo dore che ne ho fatte tante di gite in sicurezza. Certo nulla di eccezionale ma mi sono divertito molto. Poi in camper si monta e smonta che è una meraviglia
Se parliamo di sole doti nautiche sono d'accordo con te
:d: Gian

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Re: Pilotare in sicurezza uno smontabile sul mosso

Messaggioda Barrotta Giacomo » 19/12/2014, 10:45

Gian ha scritto:un tema di fatto assai dibattuto, vediamo come evolve questo interessante incipit del post di giacomo. Lo seguirò con interesse

Devo però dirti che on sono completamente d'accordo. La chiglia pneumatica a "salsicciotto" sicuramente è poco performante , ma questi piccoli mezzi usati con "grano salis" possono comunque dare notevoli soddisfazioni anche se le mete consigliate sono sempre ridotte rispetto ad altri mezzi. Io ci sono andato con un 340 per 6 anni e devo dore che ne ho fatte tante di gite in sicurezza. Certo nulla di eccezionale ma mi sono divertito molto. Poi in camper si monta e smonta che è una meraviglia
Se parliamo di sole doti nautiche sono d'accordo con te

Caro Gian in realtà io e te siamo perfettamente daccordo sull'argomento chiglia pneumatica a salsicciotto.
Sul liscio tutti gli smontabili (e in genere anche tutte le barche) navigano bene finché il mare si muove mettendo in evidenza la maggiore qualità delle carene in grado di impattare le onde con maggiore dolcezza sbattendo meno. Tutto qui.
Negli smontabili tra tutte le tipologie di carene che ho elencato quelli con la chiglia pneumatica, purtroppo per la loro stessa natura, non riescono a fendere, spezzare le onde con la stessa efficacia delle altre tipologie dando luogo alle "pacche secche" che tutti ben conosciamo.
La ragione è che la sezione del salsicciotto non può incrementarsi più di tanto perché finirebbe ancora più "spiattato e schiacciato" tra il pagliolo e il fondo dando luogo ad una carena ancora più piatta.
In definitiva i chiglia pneumatica non sono in grado di realizzare una V di carena profonda e stellata come invece avviene con le altre soluzioni e soprattutto manca uno spigolo vero e proprio sull'asse di chiglia in grado di assorbire gli impatti con le onde in modo efficace.
In definitiva gli altri tipi di carena sbattono meno e anche molto meno.

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Quanto ho esposto è ben riscontrabile anche osservando a secco un chiglia pneumatica.

Negli anni '80 ho posseduto il prestigioso Zodiac MK IV GranRaid di 5,30m motorizzato 50 Johnson del quale in rete ho trovato questo modello MK2 di 4,20m.

GranRaid.jpg
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Con questo battello a chiglia pneumatica feci 3 settimane di campeggio nautico con la moglie e il figlio di 3 anni da Lignano fino a Sebenik costeggiando le isole esterne della Dalmazia.

Ho realizzato una navigazione bellissima, ma le botte secche col mare di prora che ho patito sono ancora indelebilmente registrate sul mio fondo schiena.
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Re: Pilotare in sicurezza uno smontabile sul mosso

Messaggioda Barrotta Giacomo » 19/12/2014, 12:20

NAVIGAZIONE CON MARE MOSSO/FRANGENTE PRORA/MASCONE

Dopo aver bene equilibrato il carico a bordo come spiegato nel post precedente vediamo ora come affrontare un mare che monta progressivamente cogliendoci di sorpresa durante la navigazione nonostante che alla partenza fosse in buone condizioni.

Premesso che il tappo di svuotamento a poppa andrà sempre mantenuto aperto per evacuare ogni ingresso di acqua a bordo, se il moto ondoso è limitato ad onda lunga anche alta senza frangere (mare spento), oppure onda media/corta fino a circa 50cm anche con piccoli frangenti (solitamente determinati da una improvvisa folata di vento teso), uno smontabile con una buona chiglia ben spigolata e profonda può affrontarle alla velocità minima che gli consenta di restare in planata impattandole da tutte le angolazioni mantenendo un buon comfort per l'equipaggio.

Mentre le onde lunghe non pongono alcun problema in ogni situazione, quelle corte e frangenti, anche se non troppo alte, se affrontate di prora piena, potrebbero risultare piuttosto secche negli impatti. In questo caso è conveniente procedere a zig-zag impattandole a 45° al mascone con assai minore stress per l'equipaggio anche se il percorso complessivo per raggiungere l'obiettivo si allunga.

Ma ora il vento rinforza e l'altezza tra il loro incavo e le sommità si incrementano sensibilmente. Inoltre si notano sparse qua e là alcune onde le cui creste si rovesciano schiumando.
L'unica andatura possibile in queste condizioni, pur restando sempre in planata, sarà quella al mascone eventualmente spostando più verso prora l'equipaggio per fare in modo che l'intera chiglia lavori al meglio a contatto con l'acqua e limitando le impennate della prora negli impatti che poi ricade sulla superficie battendo. Se si naviga in solitario per ottenere lo stesso effetto occorre fermarsi e spostare lo spinotto del cavalletto che inclina il piede del motore 1 o 2 fori più in basso. In questo modo la spinta dell'elica si orienterà verso l'alto sollevando la poppa e contemporaneamente aumenterà la pressione della prora sulla superficie.
Occorre ancora evitare sempre gli impatti con le onde frangenti davanti alle quali conviene sterzare con una rapida manovra per schivarle opportunamente.

Adesso il vento rinforza ancora di più e l'altezza delle onde, incrementate dal fondale profondo oltre 15-20m, raggiungono una altezza tale da rendere impossibile l'andatura in planata.
Molte di esse frangono presentando sul loro fronte una parete quasi verticale sulla quale si riversa la cresta schiumata. Questo tipo di onde generano una grande energia cinetica in grado di frenare repentinamente la prora di uno smontabile che l'affrontasse di prora piena per poi sollevarla fino alla sua cresta e, nei casi più drammatici, si può giungere a rovesciare il battello all'indietro.
Si è così costretti a procedere in dislocamento al mascone mentre è inevitabile impattare con alcuni frangenti le cui creste possono riversarsi a bordo. E' altresì buona norma spostare un passeggero dal lato del tubolare che impatta le onde per limitare il loro sollevamento che provoca lo sbandamento del battello e incute apprensione ai naviganti.
In queste condizioni l'andatura è molto rellentata ma gli impatti non sono violenti e la sofferenza si limita ad alcune sbruffate d'acqua che entrano a bordo investendo l'equipaggio.
Nonostante tutto il battello naviga ancora con buona sicurezza perché i frangenti non sono ancora troppo "arricciati" nella loro sommità e il battello riesce a scavalcarli senza scomporsi più di tanto.
Possiamo manovrare con sterzo e gas per assecondare le onde più ripide impattandole con decisione sempre a 45° e dopo averle superate riprendere la corsa sulla nostra rotta dando potenza fino ad affrontare l'onda successiva. Il motore andrà sempre mantenuto in buona tensione di spinta per mantenere la direzionalità della rotta senza mai lasciarci sopraffare dalle forze contrarie del mare.
Se l'obiettivo da raggiungere non è troppo lontano conviene procedere consapevoli che occorrerà più tempo per raggiungere il punto di atterraggio magari andando a ridosso di un promontorio o riparare in un porto ove stazionare e riposare in attesa di un momento migliore per riprendere la navigazione.
Un bravo comandante saprà sempre tranquillizzare l'equipaggio ostentando la giusta tranquillità che saprà trasmettere loro mantenendo sempre il pieno controllo della situazione. Manifestazioni di panico a bordo possono rivelarsi deleteri per tutti i naviganti.

Qualora il nostro obiettivo fosse ancora troppo lontano o si abbia sentore che il mare tenda ad incattivirsi ancora di più, non conviene più lottare contro di esso ed è meglio fare dietro-front verso il riparo più vicino anche considerando che - come vedremo più avanti - col mare nei settori poppa/giardinetto le andature sono sempre plananti e quindi più veloci.
Lo so... è difficile ammettere, che in pratica, ci dichiariamo sopraffatti dalla smisurata potenza delle loro Maestà Mare e Vento alzando bandiera bianca e battendo in ritirata, ma le prove di forza contro quegli elementi - specie se affrontati con uno piccolo smontabile - potrebbero rivelarsi deleteri e persino pericolosi per la nostra incolumità.

*-*-*-*-*-*

Faccio qui una pausa in attesa dei vostri commenti e suggerimenti prima di riprendere con gli altri argomenti.

(continua...)
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Re: Pilotare in sicurezza uno smontabile sul mosso

Messaggioda roby 63 » 21/12/2014, 12:46

Ottima didattica, Giacomo, io seguo il post con molto interesse, anche perche' utilizzando il Sib, prima o poi queste condizioni ci si trova ed e' meglio avere una certa preparazione.
Navigando col mosso mi e' capitato di Dover scaricare abbastanza acqua dovendo aprire frequentemente la valvola, ora provo come dici tu a lasciarla sempre aperta, anche perche' una volta sono intervenuto in soccorso a 2 velisti e avevo 20 cm di acqua nel gommo che appesantiva notevolmente il mezzo e il livello aveva quasi raggiunto la presa del serbatoio della benzina, minacciando infiltrazioni di acqua nel serbatoio.

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Re: Pilotare in sicurezza uno smontabile sul mosso

Messaggioda Akeswins » 21/12/2014, 13:34

D' accordissimo con la tua disamina, Giacomo, c'è solo un punto su cui discuterei

spostando più verso prora l'equipaggio


Di fatto dal punto di vista del comandante, è meglio fare come dici, pensando al gommone e all' assetto, in pratica però è dura far digerire all' equipaggio, se non ben allenato ed esperto, l' idea di spostarsi verso prua ovvero in una zona in cui gli impatti sono maggiori e più pericolosi anche per via dell' effetto rimbalzo che si avrebbe sedendosi sul tubolare.

A tal proposito io preferivo collocare verso prua una riserva d' acqua salata allagando il gavoncino dell' ancora e tappando l' ombrinale di scarico, in modo da poter mantenere un assetto accettabile ma lasciando che l' equipaggio rimanesse nella zona centro- poppiera, meno soggetta ai duri impatti e più vicina al comandante (ci si sente più sicuri..)
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Re: Pilotare in sicurezza uno smontabile sul mosso

Messaggioda Barrotta Giacomo » 22/12/2014, 12:32

roby 63 ha scritto:Ottima didattica, Giacomo, io seguo il post con molto interesse, anche perche' utilizzando il Sib, prima o poi queste condizioni ci si trova ed e' meglio avere una certa preparazione.
Navigando col mosso mi e' capitato di Dover scaricare abbastanza acqua dovendo aprire frequentemente la valvola, ora provo come dici tu a lasciarla sempre aperta, anche perche' una volta sono intervenuto in soccorso a 2 velisti e avevo 20 cm di acqua nel gommo che appesantiva notevolmente il mezzo e il livello aveva quasi raggiunto la presa del serbatoio della benzina, minacciando infiltrazioni di acqua nel serbatoio.

Ormai tutti i battelli smontabili, e anche molti Rib medio/piccoli, posseggono una valvola/ombrinale autovuotante con membrana di non ritorno.
Si tratta di una membrana flessibile in gomma, solidale al foro della valvola, la quale si regola automaticamente flettendosi verso l'esterno in presenza di acqua a bordo scaricandola in mare, mentre quando l'acqua preme dall'esterno per entrare a bordo la membrana si distende battendo sul piano della valvola e bloccando ermeticamente l'ingresso dell'acqua.
Non appena il battello si muove, anche a velocità minima in dislocamento, si crea immediatamente a poppa un vuoto a partire dal fondo della carena che lascia completamente scoperta in aria tale valvola. Data l'inclinazione del battello verso poppa in tutte le condizioni di navigazione di almeno 3° ed oltre, l'eventuale acqua a bordo si raccoglierà nella sentina a poppa premendo contro la membrana della valvola la quale si fletterà immediatamente verso l'esterno evacuando rapidamente tutta l'acqua.

Infine, per ovvie ragioni essa andrà controllata spesso con scrupolo per mantenerla pulita da alghe, sabbia o sassolini che possano sia limitare il flusso dell'acqua in uscita che compromettere la tenuta della membrana che arresta l'acqua in entrata.
Se quella valvola funziona bene si potrà tranquillamente mantenerla sempre aperta in tutte le situazioni di navigazione.
Grazie Roby, continua a seguirmi su questo topic. :b: )212(
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Re: Pilotare in sicurezza uno smontabile sul mosso

Messaggioda Barrotta Giacomo » 22/12/2014, 12:33

Akeswins ha scritto:D' accordissimo con la tua disamina, Giacomo, c'è solo un punto su cui discuterei

spostando più verso prora l'equipaggio


Di fatto dal punto di vista del comandante, è meglio fare come dici, pensando al gommone e all' assetto, in pratica però è dura far digerire all' equipaggio, se non ben allenato ed esperto, l' idea di spostarsi verso prua ovvero in una zona in cui gli impatti sono maggiori e più pericolosi anche per via dell' effetto rimbalzo che si avrebbe sedendosi sul tubolare.

A tal proposito io preferivo collocare verso prua una riserva d' acqua salata allagando il gavoncino dell' ancora e tappando l' ombrinale di scarico, in modo da poter mantenere un assetto accettabile ma lasciando che l' equipaggio rimanesse nella zona centro- poppiera, meno soggetta ai duri impatti e più vicina al comandante (ci si sente più sicuri..)

Grazie Akes per il tuo apprezzamento che mi stimola a continuare questa "tumultuosa" navigazione sul mosso con uno smontabile.

Concordo sul maggior disagio da evitare ai naviganti quando si spostano più verso prora per ottenere un miglior bilanciamento nelle navigazioni prora/mascone.
Quella situazione è riferita ad andature plananti con onde max di 50cm nelle quali gli impatti sono ancora abbastanza limitati.
D'altra parte a prora estrema c'è già il borsone contenente tutti gli accessori con il suo peso di 30-50kg che costituisce un ottimo contrappeso che certamente contribuisce a mantenere l'assetto ottimale con quelle andature.
Col carico classico max di 3 passeggeri - al limite della planata con un 10hp - fermo restando il pilota sulla panchetta a poppavia gli altri due si possono distribuire seduti sui due tubolari più o meno a metà barca.
Dunque il mio riferimento a spostare il "peso mobile" dei passeggeri più verso prora per recuperare un assetto più disteso del battello deve intendersi per poche decine di cm. superando di poco il centro barca ove le oscillazioni verticali sono ancora abbastanza sopportabili.
:b: )212(
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Re: Pilotare in sicurezza uno smontabile sul mosso

Messaggioda Barrotta Giacomo » 22/12/2014, 16:35

NAVIGAZIONE CON MARE MOSSO/FRANGENTE AL TRAVERSO, AL GIARDINETTO E DI POPPA

Ho raggruppato le tre andature traverso/giardinetto/poppa perché le tecniche da adottare per affrontarle in sicurezza in ogni condizione di mare sono abbastanza simili.

In presenza di onde lunghe anche alte ma stondate nelle loro sommità - residue di mareggiate precedenti (mare spento) - la navigazione in planata anche sostenuta può procedere senza particolari precauzioni nelle andature traverso e giardinetto.
In quella di poppa piena occorrerà ridurre la velocità e "saggiare" il comportamento della prora la quale, superato l'incavo, dovrà sollevarsi decisa per scivolare sul dorso in salita dell'onda successiva.
Nel caso la stessa prora si riveli troppo appesantita con tendenza a "piantarsi" contro la pendenza contraria, conviene alleggerirla spostando il borsone o i passeggeri più verso poppa.
Così come per le andature prora/mascone anche in queste andature la navigazione, che si mantiene sempre in planata, si rivela oltremodo confortevole e divertente. Si sale sulla sommità delle onde e si scende sul loro incavo come in un ascensore mentre si è pervasi dalla sensazione inebriante di "dominare" il mare che ci induce ad urlare di gioia con degli "yuuu... yuuu..." e, nei casi più fortunati, accompagnati delle grida dei gabbiani.
Qualora le onde presentassero creste un po' più spigolose conviene ridurre l'andatura, senza perdere la planata, e superarle a 45° con un deciso movimento della barra per poi riprendere la nostra rotta.

Non è così raro, anche in piena estate, osservare che mentre navighiamo in planata con un mare increspato da una piacevole brezza, essa si trasformi rapidamente in un vento teso di direzione costante che colpisce la superficie del mare aumentando rapidamente il suo moto ondoso.
Il primo sintomo visibile è rappresentato dall'incremento progressivo dell'altezza delle onde le cui pareti risalenti, esposte alla pressione del vento, si distendono in avanti spiattandosi mentre all'incontrario l'altra parete giunge ad assumere un'inclinazione quasi verticale.
Contemporaneamente una consistente massa del suo vertice si rovescia arrotolandosi su se stessa in una spettacolare e tumultuosa massa d'acqua schiumosa che si riversa a ridosso della stessa parete ripida scaricando così tutta l'energia accumulata dalla forza del vento.
Per legge fisica questo fenomeno naturale si amplifica ancor più in presenza di fondali superiori ai 15-20m fino a divenire impressionante in occasione delle mareggiate.

Le andature di uno smontabile con mare grosso frangente al traverso/giardinetto/poppa sono le più pericolose come testimoniano la maggior parte degli incidenti nei quali la grande energia prodotta dal moto ondoso giunge a travolgere il piccolo natante risucchiandolo nel loro vortice turbolento fino a capovolgerlo.
Come fare per evitare il tracollo del nostro smontabile e dei suoi occupanti che vengono colti all'improvviso da questi mari tempestosi?

Abbiamo visto come, per avanzare contro un mare grosso frangente, l'unica andatura possibile è quella in dislocamento in uno dei due masconi.
Al contrario nelle restanti andature traverso/giardinetto/poppa procedere in dislocamento non solo è sconsigliabile ma può divenire addirittura pericoloso.
Se procediamo ad una velocità troppo lenta rischiamo cioè di perdere il governo del battello il quale perde direzionalità mentre il forte impeto delle onde frangenti lo incalza in avanti.
Avviene quindi che i movimenti di sterzata vengono pressoché neutralizzati e sopraffatti dalla ben superiore energia prodotta dal possente moto ondoso che ci sospinge in avanti finché il gommone, ormai in balìa degli elementi, si intraverserà parallelo ai frangenti a preludio di un devastante ribaltamento laterale. E se non ci riesce la prima onda ci penserà quella successiva a "risucchiare" il battello nel suo vortice capovolgendolo con tutti i naviganti in acqua e il fuoribordo che finisce allagato sott'acqua.
Questa situazione drammatica è ben documentata anche da numerosi filmati visibili su YouTube che documentano rovesciamenti di vari battelli, anche grossi, soprattutto in prossimità della riva ove le onde frangenti si caricano di una ulteriore devastante energia a seguito della loro base la quale, frenata dal basso fondale, si solleva lungo la parete verticale arcuata fino alla sua sommità per infine ricadere con roboanti masse d'acqua schiumate che corrono verso riva.

Riprendiamo dunque la navigazione con mare grosso nei 180° che fronteggiano l'andatura di poppa rimarcando che occorre procedere quasi sempre in planata alla velocità minima per mantenerla. Questa andatura ci consentirà di governare il battello conservando la direzionalità che desideriamo imprimergli.
Ci accorgeremo che in tutte le situazioni nelle quali l'andatura procede nella parte discendente delle onde che incalzano è sufficiente un filo di gas per restare in planata perché buona parte dell'energia di avanzamento è fornita dalla stessa forza di gravità che fa "serfare" il battello verso l'incavo. Anzi, talune volte giungeremo a togliere completamente il gas perché la velocità diviene eccessiva.
A questo proposito rammento che siccome i regimi del fuoribordo resteranno per lo più prevalentemente al minimo o poco oltre è preferibile disporre di un motore 4t piuttosto che un 2t perché il moto di quest'ultimo è meno regolare e quei regimi minimi prolungati potrebbero giungere allo spegnimento del motore per ingolfamento dovuto all'olio presente nella benzina (cosa assolutamente da evitare specie nelle navigazioni impegnative come questa).

L'andatura di poppa piena (da farsi prevalentemente con mare poco mosso e senza frangenti) richiede particolare attenzione ed è sostenibile solo se la prora (che avremo provveduto a rendere più leggera possibile), dopo aver raggiunto il fondo dell'incavo, riprende senza difficoltà la corsa sulla risalita dell'onda successiva. Se ciò non avviene conviene senz'altro cambiare l'andatura procedendo al giardinetto alternato destra/sinistra.
Può accadere che sotto la spinta della parte discendente di un'onda la poppa si sollevi inclinando il battello in avanti imprimendogli maggiore velocità e determinando una situazione nella quale la prora si impunta nell'incavo con una repentina frenata e con l'acqua che scavalca la prora e si riversa a bordo.
Dobbiamo essere pronti a togliere completamente il gas non appena la poppa si alza per frenare da subito la corsa verso l'incavo ed evitare il suddetto impuntamento.

Un'altra situazione di grave pericolo nella navigazione di poppa piena, analoga anche all'andatura al giardinetto, è il divieto assoluto di scavalcare un'onda frangente da qualsiasi angolazione anche se non eccessivamente alta.
Più volte abbiamo accertato che la caratteristica peculiare di tutte le onde frangenti è quella di rovesciarsi a ridosso di una parete pressoché verticale. Avviene dunque che il nostro battello "cadrà" oltre quello scalino inclinandosi quasi in verticale picchiando la prora alla base della parete con l'elica del motore in aria. Con la prora così piantata in verticale la cresta del frangente spingerà la parte poppiera della carena del battello in avanti dando così la spallata finale che genererà un rovesciamento completo.
Sia pure in modo meno spettacolare lo stesso rovesciamento è garantito anche nelle andature traverso/giardinetto con l'unica differenza che, superato il gradone del frangente, il tubolare si posizionerà di lato alla base della parete in contemporanea col culmine del frangente che sospingerà il lato opposto della carena dandole il colpo di grazia per realizzare un ribaltamento perfetto.

In buona sostanza possiamo concludere che l'andatura più sicura e redditizia con mare grosso di poppa è quella al giardinetto planando alla minima velocità possibile mantenendosi per lo più sul pendìo discendente dell'onda che ci segue a ruota e che, in pratica, ci sospinge in avanti realizzando un emozionante "effetto surf".
Anche le grosse onde frangenti presentano alla loro base un piano inclinato in avanti sul quale si adagia il tubolare del battello che reagisce immediatamente facendoci procedere ad una maggiore velocità.
Così come fanno i serfisti quando cavalcano con le loro tavole le onde oceaniche, anche col nostro gommone possiamo regolare sterzo e gas per mantenerci costantemente nella parte terminale delle pareti discendenti.
In queste condizioni navighiamo spediti, quasi sempre in discesa, mantenendo una rotta stabile con pieno controllo della direzionalità del battello.

Possiamo ancora assecondare la nostra rotta muovendoci all'interno del corridoio che si crea nell'incavo tra le due barre di frangenti con libertà di superare quelli a valle non appena si rovesciano perdendo la loro energia dirompente e sormontando le loro spianate schiumate.
Per contro diventa molto pericoloso virare verso le barre frangenti affrontandole in planata perché c'è il serio pericolo di risalire le loro pareti inclinate "avvitandosi" verso la sommità fino a ribaltarsi rovinosamente.

Se invece procediamo paralleli al pendìo, il battello tenderà a "slittare" verso l'incavo grazie alla forma tondeggiante del tubolare (diversamente dalle barche rigide il cui ginocchio spigolato tende a "puntare" sull'acqua compromettendone la stabilità).
________________________________________________________________________________

Termina qui l'argomento relativo alla navigazione sul mosso di uno smontabile in attesa dei vostri commenti.

Poi proseguirò con quello relativo alle tecniche da adottare per affrontare l'atterraggio a terra con uno smontabile in presenza di grossi frangenti.

(continua...)
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Re: Pilotare in sicurezza uno smontabile sul mosso

Messaggioda Leo F » 25/12/2014, 12:18

Al solito:grande Giacomo spieghi così bene le varie parti e situazioni che non riuscivo a smettere di leggere, sembrava di stare sull'onda con te che davi suggerimenti in Diretta! Stavo facendo tardi al pranzo di Natale per Finire!
Ringraziandoti aspetto con ansia la parte dopo che ci si cappotta... )r( )r(
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Re: Pilotare in sicurezza uno smontabile sul mosso

Messaggioda Barrotta Giacomo » 25/12/2014, 17:59

Leo F ha scritto:Al solito:grande Giacomo spieghi così bene le varie parti e situazioni che non riuscivo a smettere di leggere, sembrava di stare sull'onda con te che davi suggerimenti in Diretta! Stavo facendo tardi al pranzo di Natale per Finire!
Ringraziandoti aspetto con ansia la parte dopo che ci si cappotta... )r( )r(
Leo

Ti ringrazio Leo per gli apprezzamenti anche se, per la verità, auspicavo una maggiore partecipazione degli iscritti su questo tema che ho sviluppato per esperienza diretta pilotando il mio smontabile in condizioni talvolta davvero impegnative.
Mi pare altresì che molte delle tecniche da me riportate in ogni condizione di navigazione (probabilmente tutte) siano le stesse della conduzione dei Rib anche con motorizzazioni importanti.
Continua a seguirmi in questo topic. :b: :bene: Giacomo
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Re: Pilotare in sicurezza uno smontabile sul mosso

Messaggioda Francomaffio » 26/12/2014, 0:15

Barrotta Giacomo ha scritto:auspicavo una maggiore partecipazione degli iscritti su questo tema che ho sviluppato per esperienza diretta pilotando il mio smontabile in condizioni talvolta davvero impegnative.


Non prendertela Giacomo, il racconto è molto interessante e i consigli preziosi.
E' solo il periodo Natalizio che ci occupa con altre faccende.
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Re: Pilotare in sicurezza uno smontabile sul mosso

Messaggioda Gian » 27/12/2014, 6:45

Francomaffio ha scritto:
Barrotta Giacomo ha scritto:auspicavo una maggiore partecipazione degli iscritti su questo tema che ho sviluppato per esperienza diretta pilotando il mio smontabile in condizioni talvolta davvero impegnative.


Non prendertela Giacomo, il racconto è molto interessante e i consigli preziosi.
E' solo il periodo Natalizio che ci occupa con altre faccende.
Auguri Franco


Sono d'accordo con franco!!!
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Re: Pilotare in sicurezza uno smontabile sul mosso

Messaggioda Barrotta Giacomo » 27/12/2014, 9:28

COME GIUNGERE A TERRA IN PRESENZA DI GROSSI FRANGENTI

Può accadere di varare dalla spiaggia uno smontabile incoraggiati dal mare tranquillo della prima mattinata e godere di una bella navigazione costiera verso una meta lontana.

Intanto, specie in estate, col progressivo aumento dell'insolazione diurna, nelle fasce costiere si determina un vortice circolare di corrente d'aria che sale in quota dall'entroterra surriscaldato per essere poi "risucchiato" dalla superficie marina più fresca sulla quale scorre veloce ritornando a terra.
Questo fenomeno, che raggiunge il suo culmine nelle ore più calde (dalle 12 fino alle 17-18), giunge a muovere un mare gagliardo con onde alte frangenti che si abbattono sulla riva costringendo i bagnini ad issare la bandiera gialla di allerta.
Non sono da meno le onde lunghe residue di una mareggiata precedente. Esse, pur non rovesciandosi al largo per assenza di vento, quando raggiungono il basso fondale a riva, si innalzano arricciandosi sulla loro cresta finché essa si rovescia scaricando la loro spettacolare energia dirompente tra mille schiume.

Al nostro ritorno alla base, alla fine dell'escursione, ci ritroviamo così ad affrontare le barre di frangenti che ci separano dalla spiaggia le quali, incattivite dal basso fondale, Si alzano minacciose inarcuate finché le loro sommità si rovesciano in roboanti frangenti con spianate di schiume che corrono verso riva.
Come fare a superarli per raggiungere terra incolumi?

Sia in uscita che in entrata ci muoveremo sempre all'interno degli appositi corridoi d'atterraggio delimitati da boe gialle e rosse che li separano dalle aree protette dei bagnanti. Se ci muoviamo in una spiaggia libera occorre porre la massima attenzione affinché nelle nostre traiettorie, percorse col fuoribordo in spinta, non interferiamo coi bagnanti e soprattutto coi meno visibili subacquei. Eventuali rocce semiaffioranti si rendono già ben visibili grazie alle schiume provocate dall'acqua che vi si impatta.

La tecnica più corretta e sicura per raggiungere terra in queste condizioni è semplicemente quella di procedere tra i frangenti alla loro stessa velocità lasciandoci accompagnare fino ai loro "fine corsa" sulla spiaggia.
Questa manovra contrasta con la normativa vigente che ci consente di percorrere detti corridoi nei due sensi col motore in spinta ma rigorosamente alla massima velocità di 3 nodi mentre quelle onde viaggiano ad oltre 10 nodi.
La verità è che se procediamo a lento moto è inevitabile venire travolti dai frangenti che incalzano con un ribaltamento del battello garantito e il fuoribordo che finisce sott'acqua. E' chiaro che anche i naviganti, inevitabilmente coinvolti nel disastro, rischiano seriamente di farsi del male col gommone a cappello o sbattere col metallo del fuoribordo e l'elica ancora in movimento.
Va infine rimarcato che sarebbe preferibile che tutti gli smontabili fossero corredati delle ruotine alaggio a poppa. Come vedremo esse ci saranno d'aiuto anche in questa circostanza.

TECNICA DA ADOTTARE PER ATTERRARE SULLA SPIAGGIA IN PRESENZA DI ONDE FRANGENTI

Le persone facilmente impressionabili dalla spettacolare potenza dei marosi che ci avvolgono e coinvolgono nel percorso verso la spiaggia sono le meno adatte ad affrontare questa situazione e sarà compito del comandante tranquillizzarle fino ad infondere loro la necessaria fiducia che raggiungeremo terra senza danni.

Preparazione
-- ci posizioniamo fermi davanti alla spiaggia ove desideriamo approdare al largo oltre le barre dei frangenti all'imbocco del corridoio d'atterraggio se c'è,
-- il carico a bordo di passeggeri e bagagli dev'essere ben distribuito coi passeggeri da centro barca verso poppa e il borsone fissato a prora estrema,
-- se disponiamo delle ruotine alaggio, queste dovranno essere rese operative calandole in acqua,
-- osserviamo attentamente la traiettoria che dobbiamo seguire verificando che essa resti ben sgombra da bagnanti o altri oggetti tra cui rocce semiaffioranti,
-- se la direzione dei frangenti è obliqua rispetto alla costa occorrerà calcolare, nei limiti del possibile, che lo scarroccio ci faccia arrivare nel punto prescelto,
-- il fuoribordo dev'essere libero di sollevarsi verso l'alto in caso di urto sul fondale,
-- istruire e mantenere concentrato l'equipaggio durante l'intera manovra raccomandando loro di allontanarsi immediatamente dal battello in caso di ribaltamento,

Esecuzione
Ci avviciniamo alle barre dei frangenti fino a scegliere il dorso di un'onda a ridosso della quale ci posizioneremo dosando opportunamente il gas.
Si tratta di correre, con tutta probabilità in planata, alla stessa velocità dell'onda restando all'inizio del suo piano risalente ma SENZA ASSOLUTAMENTE MAI SUPERARLA. Solo quando essa si sarà rovesciata perdendo tutta la sua forza dirompente, potremo dare potenza per salire sulla spianata schiumata e raggiungere la base del dorso dell'onda successiva.

Se abbiamo le ruotine abbassate il loro maggiore attrito prodotto nell'avanzamento potrebbe impedirci di mantenere il passo dell'onda nonostante diamo la massima potenza perdendo così terreno e avvicinandoci con la poppa verso l'onda successiva che nel frattempo incalza dietro di noi.
In quest'ultimo caso non appena la poppa verrà sollevata dal piano inclinato dell'onda investitrice, il battello incrementerà immediatamente la sua velocità fino a raggiungere quella stessa dell'onda e mantenendo ben stabile la rotta col motore sempre a tutta manetta.
Non dovremo impressionarci qualora l'onda si rovesciasse lambendo il motore o facendo entrare un po' d'acqua a bordo. Subito dopo perderemo nuovamente terreno fino a farci raggiungere dalla base inclinata del frangente successivo che ci sospingerà nuovamente in avanti.

Finalmente eccoci arrivati in prossimità della riva.
Se non disponiamo delle ruotine la pinna verticale del piede del motore toccherà il fondo sabbioso e l'elica compirà qualche giro puntando sulla sabbia.
Subito dopo il fuoribordo si solleverà e il pilota darà uno strattone al cavetto per spegnerlo immediatamente.
Si potrà infine scendere nel basso fondale e trascinare il battello verso la battigia concludendo così l'atterraggio.

Se si dispone delle ruotine esse prenderanno a rullare sul fondo mentre l'elica del motore più alta continua a spingere.
In questo caso non è necessario sollevare il motore e ci si concentrerà per scendere a terra immediatamente per agguantare il maniglione di prora e trainare il battello sulla battigia.

Conclusioni
Pur restando impressionanti e spettacolari il contesto nel quale vengono eseguite le manovre descritte, esse si possono realizzare con buoni margini di sicurezza a patto di mantenere i nervi ben saldi.
In pratica si tratta di procedere alla giusta velocità per restare sempre "parcheggiati" tra il frangente che ci precede e quello che ci segue.

*-*-*-*-*-*

Mi fermo qui in attesa dei vostri commenti.

Nei prossimi post affronteremo il tema sicurezza a partire di come organizzarci per mantenerla attiva in tutte le condizioni di navigazione.

(continua...)
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Re: Pilotare in sicurezza uno smontabile sul mosso

Messaggioda Blackfin » 27/12/2014, 11:54

Emerso dal "mare mosso" degli impegni "familiari" di queste festività natalizie e dai cavalloni dei problemi tecnici che stanno affliggendo il Forum (speriamo vengano risolti presto), grazie anche ai tuoi preziosi suggerimenti :wink: ti faccio i complimenti per l'accuratezza e la precisione con cui stai configurando problemi e proponendo soluzioni collegate alla navigazione sul mosso con i SIB. Si tratta di una preziosa guida per chi sceglie, non solo per motivi economici o di ridotto spirito di avventura (come hai ben dimostrato nel tuo "Raid iberico"), questo tipo di natante. Mi riprometto, con la funzione "copia - incolla" di trarne un manualetto da tenere in memoria come autorevole riferimento non solo per i SIB. Continua così!
:clap: :clap: :clap:
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Re: Pilotare in sicurezza uno smontabile sul mosso

Messaggioda Barrotta Giacomo » 27/12/2014, 13:57

Blackfin ha scritto:Emerso dal "mare mosso" degli impegni "familiari" di queste festività natalizie e dai cavalloni dei problemi tecnici che stanno affliggendo il Forum (speriamo vengano risolti presto), grazie anche ai tuoi preziosi suggerimenti :wink: ti faccio i complimenti per l'accuratezza e la precisione con cui stai configurando problemi e proponendo soluzioni collegate alla navigazione sul mosso con i SIB. Si tratta di una preziosa guida per chi sceglie, non solo per motivi economici o di ridotto spirito di avventura (come hai ben dimostrato nel tuo "Raid iberico"), questo tipo di natante. Mi riprometto, con la funzione "copia - incolla" di trarne un manualetto da tenere in memoria come autorevole riferimento non solo per i SIB. Continua così!
:clap: :clap: :clap:

Caro Nicola, non posso che ringraziarti per gli apprezzamenti che mi hai rivolto equiparando questo mio singolare topic di fine anno ad una sorta di vademecum per navigatori sul mosso con uno smontabile.
Questo mi fa piacere anche se, per la verità, il mio intendimento è stato quello di coinvolgere tutti gli appassionati del forum ad indicare i rispettivi punti di vista in alternativa al mio.
Dopo le tante esperienze vissute con vari gommoni, sono giunto alla conclusione che solo con uno smontabile si può parlare di vero campeggio nautico d.o.c. perché, grazie alla sua estrema maneggevolezza, si realizza una perfetta simbiosi mare/terra.
Continua a seguirmi. :bene: :d:
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