Pilotare in sicurezza uno smontabile sul mosso

Parliamo di gommoni smontabili sia con paramezzale che ad alta pressione, tender e fast roll.

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Re: Pilotare in sicurezza uno smontabile sul mosso

Messaggioda Barrotta Giacomo » 29/12/2014, 8:59

Scusate ma non riesco ad inserire il prossimo argomento con le foto a causa di problemi al server in corso di riparazione.

Continuerò quando il forum verrà ripristinato. Grazie.





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A bordo del JABAR volo sull'acqua verso l'isola che sfuma all'orizzonte dove mare e cielo si abbracciano.
Mi accompagnano il sussurro del motore e un gruppo di delfini festosi. Ora faccio parte di quell'ambiente meraviglioso. Ora sono felice.

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Re: Pilotare in sicurezza uno smontabile sul mosso

Messaggioda Barrotta Giacomo » 30/12/2014, 10:18

COME ORGANIZZARE A BORDO LA CONDUZIONE DEL BATTELLO SUL MOSSO IN MASSIMA SICUREZZA

Fin quando procediamo tranquilli in planata in buone condimeteo con venti prevalentemente a carattere di brezza, dopo aver ben bilanciato i pesi a bordo, la nostra navigazione può svolgersi senza particolari precauzioni con l'unico scrupolo di mantenere al polso il cavetto del motore che ne provoca lo spegnimento in caso di disarcionamento.
Anche senza il salvagente indossato, purché si sappia muoversi in acqua senza affondare, qualora cadessimo in acqua a seguito di una brusca manovra imprevista, il motore si spegnerà e basteranno poche bracciate per raggiungere il battello che ci aspetta poco lontano per poi risalire a bordo.

La musica cambia quando la brezza si trasforma in vento teso e il mare inizia a mostrare i denti con belle onde ripide che ci salutano coi loro cappelli bianchi spumeggianti.
E' questo il momento di organizzare la nostra sicurezza a bordo per non trasformare la nostra escursione in una triste esperienza che può assumere in poco tempo contorni drammatici.
Vediamo dunque quali precauzioni adottare per mantenere la situazione sempre sotto controllo e per garantirci la massima sicurezza.

Le peggiori disavventure che possono capitare durante la conduzione di uno smontabile sul mosso sono: o cadere in acqua a seguito di disarcionamento, oppure incorrere nel drammatico ribaltamento del battello con tutti i naviganti in acqua e il fuoribordo sott'acqua.

Ecco come possiamo organizzarci.

Anzitutto manterremo il salvagente indossato correttamente e preferibilmente corredato di un cellulare o altro strumento di chiamata stagni.
Se abbiamo un muta sub a bordo possiamo indossarla sotto lo stesso salvagente. Disporremo così di una maggiore spinta di galleggiamento ed inoltre disperderemo meno calorie in caso di permanenza forzata in acqua.
Anche se la legge non lo prevede, tra gli accessori a bordo, predisporremo un'àncora galleggiante corredata di almeno 15m di cima che fisseremo a triangolo nei due golfari sotto la prora.
Distenderemo detta cima sormontando la prora e la raccoglieremo "in caduta" (cioè senza avvolgerla in circolo per consentirle la più rapida distensione in caso di utilizzo) sotto la panchetta nel lato della nostra postazione di guida.
Mentre la mano sinistra impugnerà la barra di guida con al polso il cavetto di spegnimento del motore, quella destra tratterrà la parte terminale della cima in prossimità dell'ombrello dell'àncora ove faremo un anello nel quale innesteremo un moschettone solidale ad un braccialetto fissato al polso allo scopo di poterci sganciare velocemente in caso di necessità.
Se disponiamo di una maschera sub conviene indossarla mantenendo avvolto il suo cinghialino sul collo.
Infine fisseremo una cima di buon spessore lunga 3m facendo dei nodi ad ogni 50cm, all'altezza dello scalmo dei remi del tubolare dal lato opposto alla postazione di guida anch'essa "in caduta" sul pagliolo (ci servirà per riaddrizzare il gommone in caso di ribaltamento che tratterò più avanti).

Ancora galleggiante.jpg
Ancora galleggiante
Ancora galleggiante.jpg (36.67 KiB) Visto 1084 volte


Disarcionamento
Vediamo ora cosa succede in caso di caduta in acqua.
Lo strattone del cavetto provocherà l'immediato spegnimento del motore mentre ci trascineremo in acqua l'àncora galleggiante legata al polso con la cima che si distenderà finché il suo ombrello si aprirà mettendo in tensione il battello il quale si disporrà stabilmente con la prora a squadro contro le onde senza mai intraversarsi.
La prora sarà libera di sollevarsi negli impatti contro le onde grazie al triangolo della sagola dell'àncora nei due golfari ai lati sotto la prora evitando l'ingresso di acqua a bordo.
Nel frattempo il naufrago sgancerà il moschettone e risalirà la cima fino a riavvicinarsi al battello sul quale risalirà dal tubolare a poppavia.

Dunque l'àncora galleggiante assolve a due importanti funzioni:
1) se cadiamo in acqua senza alcun collegamento col battello, esso, sotto la spinta dei marosi e del vento, scarroccerà lontano ben più velocemente del naufrago che avrà difficoltà a raggiungerlo anche perché impacciato nei movimenti dallo stesso salvagente,
2) un battello in balìa delle onde frangenti si intraverserà e capovolgerà in poco tempo mentre invece, con l'àncora galleggiante, esso si manterrà in tensione costantemente con la prora verso il fronte delle onde senza mai rovesciarsi.

_______________________________________________________________________

Mi fermo qui in attesa dei vostri commenti.

Nel prossimo post affronteremo un altro aspetto della sicurezza perché dobbiamo sapere cosa fare nella drammatica eventualità di un ribaltamento del battello.

(continua...)
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Re: Pilotare in sicurezza uno smontabile sul mosso

Messaggioda Barrotta Giacomo » 31/12/2014, 12:19

COSA FARE IN CASO DI RIBALTAMENTO

Ecco che abbiamo fatto la peggiore delle frittate: siamo finiti investiti da un frangente che ha ribaltato il battello e ci ritroviamo in acqua in balìa delle onde col gommone che mostra in aria la carena e il fuoribordo sott'acqua.
E' chiaro che se le precauzioni a bordo sono quelle descritte nel post precedente con l'àncora galleggiante in tensione saremo più agevolati a toglierci da questa brutta situazione.

Intanto il mare continua a frangere inesorabile e sembra volerci avvolgere col suo mantello di morte ma noi... che abbiamo ancora diverse carte da giocare, dobbiamo mantenere i nervi saldi per restare concentrati e fare i giusti ragionamenti per compiere le azioni più opportune allo scopo di salvare la pellaccia.

La prima emergenza è quella di riaddrizzare il battello prima che l'acqua marina invada l'interno dei delicati organi meccanici del fuoribordo rendendolo inutilizzabile.
Se i frangenti sono ancora alti possiamo tendere la cima dell'àncora galleggiante lateralmente per fare in modo che il battello si intraversi parallelo ai frangenti. Se siamo fortunati, con tutta probabilità, il gommone si ribalterà nuovamente tornando in assetto. Dopodiché la tensione prodotta dall'àncora galleggiante manterrà la sua prora stabilmente contro le onde scongiurando altri rovesciamenti.
Qualora questa manovra non riuscisse perché le onde non sono sufficientemente potenti, occorrerà recuperare la cima di 3m che penzola da uno scalmo dei remi che avevamo predisposto e aggirare il gommone fino ad affiancarci al tubolare opposto.
Ora la cima è adagiata sulla carena trasversalmente e si potrà tenderla mentre i nostri piedi punteranno sul tubolare. La presa della cima è ottima grazie ai nodi di cui dispone mentre i piedi sono ben piantati sul tubolare senza scivolare ed il corpo eretto resta in equilibrio sbalzato in aria fuori dall'acqua.
Sarà lo stesso peso del corpo a generare le tensioni contrapposte date dalla trazione della cima sul tubolare e la spinta contraria dei piedi che puntano sull'altro, imprimendo al battello un movimento rotatorio che gli consentirà di rovesciarsi con la carena sull'acqua.
Questa manovra, apparentemente complicata, è in realtà di semplice esecuzione anche in condizioni di mare mosso tenendo conto che già l'àncora galleggiante continua a mantenere la prora stabilmente contro le onde conferendo al gommone una buona stabilità.
Sarebbe opportuno sperimentarla preventivamente sotto riva con mare calmo e gommone vuoto senza motore per acquisire la giusta padronanza dei movimenti da effettuare.

Finalmente il battello si è riaddrizzato e noi possiamo risalire a bordo mentre la cima dell'àncora resta in tensione mantenendo la prora rivolta alle onde e impedendo l'intraversamento. Questa manovra prende il nome di "mettersi alla cappa".
Con calma verificheremo lo stato del motore tentando da subito di rimetterlo in moto. Se non riparte smonteremo le candele e lo faremo girare a vuoto allo scopo di liberarlo da eventuali invasioni di acqua marina o olio proveniente dalla coppa se è un 4t.
Qualora non ripartisse più resteremo alla cappa mentre invocheremo i soccorsi col gli strumenti informatici a disposizione (se funzionano) e mettendo mano ai razzi per farli brillare.

Se non funziona niente (oh... ma siete proprio sfigati!!) attenderete che lo scarroccio vi trasporti verso riva sempre con l'attenzione di non finire contro degli scogli.
Ricordiamoci che armeggiando coi remi si può sempre correggere la traiettoria di uno scarroccio indesiderata che ci consenta di svincolare una parete o punte rocciose.
Se lo scarroccio vi trascina verso il largo (ma quanto siete... ultrasfigati!!) non vi resta che attendere di avvistare qualche altro navigante che possa venire in vostro soccorso.

In ogni caso la barca non dovrà essere mai abbandonata e sarà sempre essa stessa ad aiutarci ad uscire illesi da quella disavventura.

A questo punto non mi vengono altre idee. Fatevene venire altre anche voi...!!

Seguirà l'ultimo post che descriverà un paio di idee di come rendere "irribaltabile" uno smontabile (da sperimentare).

(continua...)
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Re: Pilotare in sicurezza uno smontabile sul mosso

Messaggioda Akeswins » 31/12/2014, 12:32

Così come per le andature prora/mascone anche in queste andature la navigazione, che si mantiene sempre in planata, si rivela oltremodo confortevole e divertente. Si sale sulla sommità delle onde e si scende sul loro incavo come in un ascensore mentre si è pervasi dalla sensazione inebriante di "dominare" il mare che ci induce ad urlare di gioia con degli "yuuu... yuuu..." e, nei casi più fortunati, accompagnati delle grida dei gabbiani.


Questo mi sembra di averlo letto sul libro di Fulvi "In groppa al mare".. Giacomo ti sei "ispirato"? :mrgreen:

Torno un pò indietro.. (per colpa del server non sono riuscito a rimanere aggiornato) e a proposito della navigazione con mare traverso/poppa scrivi
questo proposito rammento che siccome i regimi del fuoribordo resteranno per lo più prevalentemente al minimo o poco oltre è preferibile disporre di un motore 4t piuttosto che un 2t perché il moto di quest'ultimo è meno regolare e quei regimi minimi prolungati potrebbero giungere allo spegnimento del motore per ingolfamento dovuto all'olio presente nella benzina (cosa assolutamente da evitare specie nelle navigazioni impegnative come questa).

Su questo punto non sarei d' accordo , perchè anche con mare in poppa il regime del motore non è quasi mai al minimo (tranne proprio in caso di "surfata" che però con uno smontabile è da evitare come la peste perchè si perde il controllo del mezzo) ma anzi la necessità di dover stare "al passo" con le grosse onde e nella posizione più sicura ovvero il dorso dell' onda successiva, implica un continuo ricorso alla manetta, accelerazioni e decelerazioni, in cui conta tantissimo la coppia del motore per "risalire la china" , per cui sarei proprio del parere opposto,e quantomeno per esperienza personale posso dire che in questo frangente :mrgreen: il 2T rende meglio...

CMq interessantissimo topic :bene:
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Re: Pilotare in sicurezza uno smontabile sul mosso

Messaggioda Barrotta Giacomo » 31/12/2014, 15:11

Akeswins ha scritto:
Così come per le andature prora/mascone anche in queste andature la navigazione, che si mantiene sempre in planata, si rivela oltremodo confortevole e divertente. Si sale sulla sommità delle onde e si scende sul loro incavo come in un ascensore mentre si è pervasi dalla sensazione inebriante di "dominare" il mare che ci induce ad urlare di gioia con degli "yuuu... yuuu..." e, nei casi più fortunati, accompagnati delle grida dei gabbiani.

Questo mi sembra di averlo letto sul libro di Fulvi "In groppa al mare".. Giacomo ti sei "ispirato"? :mrgreen:

Ciao Akes,
posseggo entrambi i manuali di Antonio Fulvi: quello edito nel 1972 e quello del 2000. E' vero che con la mia espressione:
""...si sale sulla sommità delle onde e si scende sul loro incavo come in un ascensore mentre si è pervasi dalla sensazione inebriante di "dominare" il mare che ci induce ad urlare di gioia con degli "yuuu...!! yuuu...!!" e, nei casi più fortunati, anche accompagnati delle grida dei gabbiani""
mi sono ispirato a quell'autore ma... i gabbiani sono miei !! :ah: :ah:

Nella fantastica esperienza di 152 miglia con uno smontabile vissuta l'estate scorsa - il cui link ho inserito all'inizio del topic - le 75 miglia del ritorno le ho navigate quasi sempre con mari impegnativi, spesso con paurosi frangenti, nel settore giardinetto di sinistra (fortunatamente tale andatura quasi sempre corrispondeva alla mia rotta).
Ebbene la mia posizione preferita è stata quella di posizionarmi planando in diagonale sul piano inclinato dell'onda che mi incalzava da poppa con un filo di gas e regolando lo sterzo per non scendere nell'incavo né risalire verso la ripida parete la cui sommità, spesso, si rovesciava schiumando (esattamente come fanno i serfisti con le loro tavole).
L'andatura alternativa a questa era quella di procedere sul dorso risalente dell'onda seguente.
Dopo averla sperimentata ho preferito scartare quest'ultima andatura perché mi è parsa troppo pericolosa per due ragioni.
La prima è che ci si trova praticamente a cavallo delle pericolosissime onde frangenti con una stressante tensione per evitare di superarle consapevoli di restare a un passo dal capovolgimento.
La seconda è che ci troviamo a smanettare ad oltre 1/2-3/4 di gas per restare nel pendìo risalente. Occorre considerare che le onde non sono mai regolari e così, dopo un avvallamento, potremmo non controllare più la forte spinta del motore e balzare in avanti finendo oltre lo scalone inghiottiti dalle schiume con un rovesciamento assicurato.
Rammento che siamo a bordo di un leggerissimo e sensibilissimo smontabile che pesca pochi cm sotto la superficie. Certamente un Rib risulta molto più stabile e controllabile in ogni situazione.

Sull'argomento motore 2 o 4t, ammetto di aver un po' calcato la mano su quest'ultimo che attualmente posseggo.
Qui si entra un po' nelle preferenze personali e tuttavia mi pare che un 4t ai regimi minimi vanta maggiore regolarità di rotazione anche se, come giustamente affermi, un 2t dispone di maggiore coppia ai bassi regimi grazie al doppio delle sue combustioni.

Mooolti anni fa con un 2t andavo a pesca alla traina con un amico procedendo al minimo per circa mezz'ora. Alla ripartenza quando detti gas il motore si spense. Quando lo riavviai, dopo qualche tirone a vuoto, il motore ripartì in una nuvola di fumo (?)... e non parliamo dei consumi.

Ciao Akes, continua a seguirmi e "correggermi" in questi interessanti argomenti e nel frattempo... accetta i miei sinceri auguri di uno strepitoso 2015 per te e i tuoi cari.
Giacomo :bene: :d:
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Re: Pilotare in sicurezza uno smontabile sul mosso

Messaggioda Akeswins » 31/12/2014, 16:56

La prima è che ci si trova praticamente a cavallo delle pericolosissime onde frangenti con una stressante tensione per evitare di superarle consapevoli di restare a un passo dal capovolgimento.
La seconda è che ci troviamo a smanettare ad oltre 1/2-3/4 di gas per restare nel pendìo risalente. Occorre considerare che le onde non sono mai regolari e così, dopo un avvallamento, potremmo non controllare più la forte spinta del motore e balzare in avanti finendo oltre lo scalone inghiottiti dalle schiume con un rovesciamento assicurato.


Se sono grosse, è molto difficile superarle "per sbaglio", perchè ci si ritrova in una salita bella ardua .

Chiaramente dipende molto dall' altezza delle onde: 1 metro e mezzo, 2 mt, sono abbastanza surfabili e non preferirei anch'io un' andatura del genere.
Onde oltre i 3 metri specie se ripide non vanno surfate assolutamente con uno smontabile perchè O il manico sa veramente il fatto suo (vedi i filmati della RNLI), e quindi non molla l' acceleratore ma anzi direziona la prua con ruolo attivo , altrimenti si va in balìa dell' onda ; in una situazione in cui il motore resta a minimo o quasi e si plana vuol dire che il controllo è pressochè zero e il rischio è in primis quello di saltare malamente qualora nella parete ondosa ci siano altre onde più piccola, ma soprattutto l' arrivo sul cavo dell' onda con brusca frenata, possibile straorza e disastro.
La surfata andrebbe fatta sempre con motore a giri alti e ben in presa, mai "col freno tirato"...


Ciao Akes, continua a seguirmi e "correggermi" in questi interessanti argomenti e nel frattempo... accetta i miei sinceri auguri di uno strepitoso 2015 per te e i tuoi cari.


Certo che si, il topic è molto interessante! E naturalmente auguri anche a te e famiglia ! :bene:
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Re: Pilotare in sicurezza uno smontabile sul mosso

Messaggioda Barrotta Giacomo » 02/01/2015, 14:08

Akeswins ha scritto:
Se sono grosse, è molto difficile superarle "per sbaglio", perchè ci si ritrova in una salita bella ardua..............

Caro Akes, i nostri pareri discordanti probabilmente derivano da un malinteso anche se, in ogni caso, entrambi sosteniamo di restarcene ben all'interno delle due barre di frangenti tenendo conto che - sotto l'azione del vento teso che incalza - le onde alle nostre spalle presentano una parete piuttosto ripida mentre quelle davanti a noi hanno un dorso più disteso.

Più sopra ho ribadito che la migliore andatura, nei 180° che fronteggiano l'andatura di poppa/traverso, va effettuata angolata in uno dei due giardinetti e rigorosamente sempre in planata per mantenere l'indispensabile direzionalità/governo del battello.

A questo proposito posso riferirti la mia esperienza diretta dell'estate scorsa col mio smontabile di appena 38kg.
Con questo battello, in solitario, la velocità minima in assetto planante, è di circa 8 nodi che mantengo con un filo di gas.

Quando il mare con vento teso genera onde frangenti, che viaggiano a circa 10 nodi, non si verifica un corrispondente spostamento delle masse d'acqua: esse restano cioè pressoché ferme con l'unica eccezione delle loro sommità le quali, sotto l'azione del vento, si rovesciano rotolando in avanti e schiumando in caduta lungo il pendìo quasi verticale (da qui la loro devastante energia).

Dunque quando procedo col mio smontabile nella parete discendente, a ridosso dell'incavo, mi ritrovo fermo rispetto all'onda ma in realtà sto planando alla sua stessa velocità (alla quale va ancora aggiunta quella dell'andatura diagonale).
La conferma di ciò mi è data sia dalla scia a poppa che riconosco identica al mio assetto planante che dai comandi che rispondono prontamente ad ogni movimento dello sterzo.
Anche la forza di gravità verso l'incavo contribuisce ad incrementare la velocità e così procedo ad un regime del motore di poco superiore a quello minimo.

Nell'ultimo manuale di Antonio Fulvi "Il nuovo in groppa al mare" tra le varie avventure da lui vissute c'è la cronaca di un devastante errato scavalcamento di un onda frangente che lo ha fatto naufragare rovesciandosi col gommone nel turbine delle schiume finché è stato raccolto sanguinante da un mezzo della CP.
Memore di quella "sana" lettura ho preferito restarmene ben lontano dai frangenti con l'andatura che ho descritto nel pendìo discendente il quale mi "perdonava", tra l'altro, sia una deviazione/sbandamento verso l'incavo che l'orientamento al traverso sulla parete inclinata grazie alla pronta "scivolata"/"serfata" del battello verso il basso per gravità favorita anche dalla forma circolare dei tubolari.

Io credo di aver navigato in una situazione al limite per uno smontabile spesso con minacciosi e impressionanti frangenti che si rovesciavano sopra la mia testa in cima alla parete verticale di vetro la cui base inclinata mi sospingeva in avanti.
Preferivo così guardare in avanti concentrato per non ribaltarmi. Mi è andata bene.
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Re: Pilotare in sicurezza uno smontabile sul mosso

Messaggioda roby 63 » 02/01/2015, 16:10

Ho letto con molto interesse questo argomento.
Magari un giorno potro' mettere in pratica queste nozioni, descritte in maniera impeccabile da Giacomo, non nascondo che mi piacerebbe!!!!!
Mi sono limitato alla sola lettura, non avendo esperienza in merito, ma ti ringrazio Giacomo per aver messo a disposizione la tua esperienza diretta sulla conduzione dei Sib con mare mosso.
Un particolare mi preoccupa :
mentre nella vela il ribaltamento (scuffia), dopo un po' di esperienza risulta pure divertente, nel caso del gommo i danni al motore penso siano probabili e una volta fuori uso si e' in balia del mare.
Forse un repentino raddrizzamento riduce il rischio, ma da solo tra le onde non penso sia semplice anche perche' i tubolari teoricamente fanno effetto ventosa.
Farei volentieri delle prove di ribaltamento senza motore, ma poi il problema rimarrebbe se il fuoribordo si danneggia.Nella vela con derive e catamarani e' divertente portare il mezzo al limite, male che vada ci si rovescia o molto raramente si rompe qualcosa, in questo caso penso convenga tenere sempre un margine di sicurezza per non danneggiare quasi sicuramente il motore.

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Re: Pilotare in sicurezza uno smontabile sul mosso

Messaggioda Barrotta Giacomo » 02/01/2015, 18:35

roby 63 ha scritto:Ho letto con molto interesse questo argomento.............

Roby ti ringrazio per l'interessamento in questo mio topic inerente la conduzione sul mosso di uno smontabile.
Concordo sui rischi di allagare il motore a seguito di ribaltamento ma dobbiamo immaginare che l'invasione dell'acqua marina nelle camere di scoppio non avviene immediatamente (in alcuni filmati YouTube ho visto ribaltamenti di battelli sotto riva e, dopo qualche manciata di secondi, riaddrizzati e col motore che riparte dopo un paio di strattoni).
A me non è mai capitato, ma come ho spiegato, se il mare è frangente, la manovra più veloce da fare è proprio quella di riaddrizzarlo con le stesse onde che ne hanno provocato il ribaltamento.
Si può impugnare la cima dell'àncora galleggiante se c'è oppure il maniglione di prora e posizionare il gommone parallelo ai frangenti sfruttando la loro stessa energia che punterà sul tubolare a monte sospingendolo verso l'alto e facendo ruotare il battello fino a raddrizzarlo. Il tutto è da farsi nei primissimi minuti dopo il ribaltamento.

Alla peggio tirando la cima a mezza barca con la manovra che ho spiegato il battello verrà comunque riaddrizzato anche se il motore potrebbe subire danni.

A meno che... proprio l'ultimo post che inserirò spiegherà alcune idee di come rendere un battello autoraddrizzante o/e irribaltabile.

Continua a seguirmi.
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Re: Pilotare in sicurezza uno smontabile sul mosso

Messaggioda roby 63 » 02/01/2015, 19:16

Certo che ti seguo !!!

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Re: Pilotare in sicurezza uno smontabile sul mosso

Messaggioda Barrotta Giacomo » 03/01/2015, 9:56

COME RENDERE "AUTORADDRIZZANTE" o "IRRIBALTABILE" UNO SMONTABILE EVITANDO L'ALLAGAMENTO DEL FUORIBORDO

Quanto enuncerò di seguito è il frutto della mente distorta di un appassionato gommonauta che si ostina a navigare sul mosso anche quando il buon senso lo sconsiglierebbe.

Si possono fare alcuni tentativi per attrezzare uno smontabile per renderlo autoraddrizzante o irribaltabile?

Proviamo!

Gommone autoraddrizzante
Immaginate di procurarci un pallone che abbia un volume interno di una sessantina di litri (di facile reperibilità a basso costo ad esempio nelle palestre ove viene impiegato dai ginnasti per saltarci sopra da seduti).
Dopo averlo ben gonfiato lo avvolgeremo completamente con una rete ben bloccata aderente alla sfera.
Ora fissiamo il pallone sul cofano del fuoribordo ai quattro angoli con robuste cimette incrociate sulla rete che bloccheremo lungo il gambo del motore in altrettanti punti di sicura tenuta.
Anche sulla sommità del pallone andrà fissata alla rete una doppia cima incrociata che fisseremo a poppa all'esterno dei tubolari nel bottaccio e davanti sullo specchio di poppa.
Alla fine i movimenti di sterzata del motore risulteranno un po' più duri e limitati nella escursione ma non al punto di rendere ingovernabile il battello.

E voilà...!! ecco che il gommone diventa autoraddrizzante... o quanto meno - immaginandolo ribaltato e inclinato coi vertici del pallone e quello di un tubolare a contatto con l'acqua - riaddrizzabile con una spintarella dal lato più sollevato.

Soprattutto in questo modo il fuoribordo non finirà mai sott'acqua giacché il suo cofano è adagiato sulla sommità del pallone fuori dall'acqua.

Infine, date le modeste velocità dell'andatura planante di uno smontabile, l'attrito dell'aria in navigazione resterà sempre di scarsa entità.

Gommone irribaltabile
Un'altra idea - che potrebbe rivelarsi interessante - è quella di riempire il battello d'acqua marina. Dati gli sballottamenti determinatii dal moto ondoso è immaginabile che l'acqua all'interno del battello si manterrà a circa 1/2-3/4 di altezza rispetto al culmine dei tubolari.
Altresì il tappo autovuotante a poppa dovrà mantenersi chiuso per evitare la fuoruscita dell'acqua (cioè al contrario di tutte le altre situazioni in navigazione).

La grande riserva di d'aria garantita dai tubolari manterrà la linea di galleggiamento all'incirca all'altezza del bottaccio.
Questa opzione può ben combinarsi con quella precedente mantenendo il pallone sul cofano del motore come descritto più sopra.

A questo punto il gommone allagato peserà non meno di 3-5q.li acquisendo una grande stabilità rispetto agli sballottamenti imposti dal moto ondoso.

Possiamo così procedere a mezzo gas in dislocamento a velocità costante lasciando che i frangenti, più veloci, ci investano e ci sorpassino da poppa a prora sormontando il battello e investano le parti inferiori del corpo dell'intero equipaggio.
Per ovvie ragioni i naviganti dovranno mantenersi ben ancorati ai tientibene e non lasciarsi impressionare quando, in taluni momenti, l'intero battello verrà sommerso dalle schiume consapevoli che esso riaffiorerà in superficie entro pochi secondi.

*-*-*-*-*-*

Fermi...!! non mettete mano ai pomodori per lanciarli a raffica contro il mio corpo inerme per manifestare la vostra disapprovazione.
Ho detto, e lo ribadisco, che queste ultime due opzioni andrebbero prima sperimentate come attuabili e valide perché, per il momento, funzionano solo sul piano teorico.

Conclusioni
Pilotare uno smontabile sul mosso rappresenta un'esperienza davvero unica e adrenalinica. Tuttavia i rischi a cui ci esponiamo saranno sempre mitigati e prevenuti dal buon senso del pilota che saprà maturare preziose esperienze ad ogni uscita in mare. Naturalmente la prevenzione assume un ruolo determinante per evitare epiloghi nefasti.

Nella speranza di avere arricchito le vostre conoscenze su questo "spinoso" argomento, ringrazio tutti coloro che mi hanno seguito nella lettura.
GIACOMO :bene: :d:
A bordo del JABAR volo sull'acqua verso l'isola che sfuma all'orizzonte dove mare e cielo si abbracciano.
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Re: Pilotare in sicurezza uno smontabile sul mosso

Messaggioda Akeswins » 03/01/2015, 11:16

Giacomo:
Gommone autoraddrizzante
Immaginate di procurarci un pallone che abbia un volume interno di una sessantina di litri (di facile reperibilità a basso costo ad esempio nelle palestre ove viene impiegato dai ginnasti per saltarci sopra da seduti).
Dopo averlo ben gonfiato lo avvolgeremo completamente con una rete ben bloccata aderente alla sfera.
Ora fissiamo il pallone sul cofano del fuoribordo ai quattro angoli con robuste cimette incrociate sulla rete che bloccheremo lungo il gambo del motore in altrettanti punti di sicura tenuta.
Anche sulla sommità del pallone andrà fissata alla rete una doppia cima incrociata che fisseremo a poppa all'esterno dei tubolari nel bottaccio e davanti sullo specchio di poppa.
Alla fine i movimenti di sterzata del motore risulteranno un po' più duri e limitati nella escursione ma non al punto di rendere ingovernabile il battello.


L' idea è buona! Certo, navigare con un salsiccione attaccato al motore, non è proprio il massimo (comunque potrebbero andar bene anche i grossi parabordi) però il principio è giusto..


Un'altra idea - che potrebbe rivelarsi interessante - è quella di riempire il battello d'acqua marina. Dati gli sballottamenti determinatii dal moto ondoso è immaginabile che l'acqua all'interno del battello si manterrà a circa 1/2-3/4 di altezza rispetto al culmine dei tubolari.

Provato personalmente ma su canotti a remi: è vero, diventano irribaltabili, inamovibili, piantati, come corrazzate.
L' importante è però sullo smontabile che l' acqua non se ne vada verso poppa come una cascata sul motore... quindi tappi chiusi e spostamento pesi verso prua!
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Re: Pilotare in sicurezza uno smontabile sul mosso

Messaggioda Barrotta Giacomo » 03/01/2015, 12:18

Akeswins ha scritto:
L' idea è buona! Certo, navigare con un salsiccione attaccato al motore, non è proprio il massimo (comunque potrebbero andar bene anche i grossi parabordi) però il principio è giusto...............

Grazie Akes, in pratica mi hai quasi approvato un paio di idee che di primo impatto potevano sembrare un po' stravaganti.

Dimmi, che diametro deve avere una sfera che abbia un volume interno di 50-60 litri (corrispondenti ai 50-60kg di spinta positiva se immersi in acqua)?

Dunque anche l'ipotesi di allagare il battello non la consideri così pazzoidea.
Mi pare che se a seguito di una pendenza verso poppa l'acqua scorre verso il motore essa tracima sopra lo specchio di poppa senza investire il motore più alto.

Se l'andatura è di poppa - è il caso di quando battiamo in ritirata piuttosto che affrontare il mare di prora - il battello non dovrebbe subire forti impennate e dovrebbe restare stabilmente pieno per almeno metà di acqua.
Posto che la nostra andatura in dislocamento è inferiore a quella dei frangenti, essi ci supereranno da poppa sormontando tutto il battello fino a scavalcare la prora.

Ti confesso che quest'ultima eventualità mi affascina molto e mi piacerebbe provarla.
Pensa all'emozione di "ingannare" i frangenti praticamente lasciando che essi ci invadano completamente. Il battello scomparirà sotto i nostri piedi in mezzo alle schiume per poi riaffiorare vittorioso ma... sempre stabilissimo come una corazzata.
L'unico guaio potrebbe essere l'onda che si riversa sopra il cofano motore ma... c'è il pallone gonfiato che la devia un po' (ma anche senza pallone l'acqua non può entrare all'interno della calandra).
Ad ogni buon conto sarebbe opportuno fare sotto la calandra un paio di fori da 10mm per evacuare velocemente l'acqua che possa entrare all'interno magari con una membrana di non ritorno per farla solo uscire.

E per riempire il battello d'acqua come facciamo?
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Re: Pilotare in sicurezza uno smontabile sul mosso

Messaggioda roby 63 » 03/01/2015, 13:35

Ma!!!!,
La soluzione del pallone ci puo' stare, ma quella di allagare internamente secondo me' si appesantisce in maniera esagerata il gommo, mi ricordo che con soli 20 cm di acqua e da solo non c'era verso di planare inoltre penso entri acqua nel serbatoio carburante.
Personalmente penso sia il caso di evitare in maniera assoluta il ribaltamento, e se mi dovesse succedere le condizioni devono essere veramente impressionanti, in tal caso mollo tutto e cerco di salvare la pelle a nuoto.
Preciso che io navigo non molto lontano dalla costa.

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Re: Pilotare in sicurezza uno smontabile sul mosso

Messaggioda roby 63 » 03/01/2015, 13:40

Barrotta Giacomo ha scritto:
Akeswins ha scritto:
L' idea è buona! Certo, navigare con un salsiccione attaccato al motore, non è proprio il massimo (comunque potrebbero andar bene anche i grossi parabordi) però il principio è giusto...............

Grazie Akes, in pratica mi hai quasi approvato un paio di idee che di primo impatto potevano sembrare un po' stravaganti.

Dimmi, che diametro deve avere una sfera che abbia un volume interno di 50-60 litri (corrispondenti ai 50-60kg di spinta positiva se immersi in acqua)?

Dunque anche l'ipotesi di allagare il battello non la consideri così pazzoidea.
Mi pare che se a seguito di una pendenza verso poppa l'acqua scorre verso il motore essa tracima sopra lo specchio di poppa senza investire il motore più alto.

Se l'andatura è di poppa - è il caso di quando battiamo in ritirata piuttosto che affrontare il mare di prora - il battello non dovrebbe subire forti impennate e dovrebbe restare stabilmente pieno per almeno metà di acqua.
Posto che la nostra andatura in dislocamento è inferiore a quella dei frangenti, essi ci supereranno da poppa sormontando tutto il battello fino a scavalcare la prora.

Ti confesso che quest'ultima eventualità mi affascina molto e mi piacerebbe provarla.
Pensa all'emozione di "ingannare" i frangenti praticamente lasciando che essi ci invadano completamente. Il battello scomparirà sotto i nostri piedi in mezzo alle schiume per poi riaffiorare vittorioso ma... sempre stabilissimo come una corazzata.
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E per riempire il battello d'acqua come facciamo?


Per riempire il battello penso basti fare una decisa retromarcia contro onda

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Re: Pilotare in sicurezza uno smontabile sul mosso

Messaggioda Barrotta Giacomo » 03/01/2015, 14:27

roby 63 ha scritto:Ma!!!!,
La soluzione del pallone ci puo' stare, ma quella di allagare internamente secondo me' si appesantisce in maniera esagerata il gommo, mi ricordo che con soli 20 cm di acqua e da solo non c'era verso di planare inoltre penso entri acqua nel serbatoio carburante.
Personalmente penso sia il caso di evitare in maniera assoluta il ribaltamento, e se mi dovesse succedere le condizioni devono essere veramente impressionanti, in tal caso mollo tutto e cerco di salvare la pelle a nuoto.
Preciso che io navigo non molto lontano dalla costa.

L'allagamento del gommone ha proprio lo scopo di appesantirlo per renderlo molto più stabile.
Il battello non subisce alcuno stress perché, essendo tutto immerso, le pressioni sopra e sotto sono equivalenti (diversamente che se lo tirassimo su con una gru nel qual caso subirebbe per intero il peso dell'acqua).

Questa ipotesi è riferita ad un andamento di poppa col motore a mezzo gas essenzialmente per mantenere un minimo di direzionalità non certo per planare (cosa impossibile).
L'andatura in dislocamento è già buona con l'impeto delle onde che ci sospingono in avanti e gli stessi frangenti che sormontano il battello da poppa a prora (pensa che goduria!!).

Riempire il battello con la poppa in retromarcia... Mmm... se il battello è ancora vuoto la poppa si solleverà impuntando la prora in fondo allo scalone col rischio di ribaltarlo in avanti.
Meglio studiare qualcos'altro.
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Re: Pilotare in sicurezza uno smontabile sul mosso

Messaggioda roby 63 » 03/01/2015, 15:30

Mi spiace, ma io prove di ribaltamento con motore non ne faccio, casomai senza motore e nemmeno allagamenti del gommo con mare mosso.
In genere si cerca di evitare acqua a bordo, pero' potrebbe funzionare, ma la prova la lascio fare a te', ehehehe......

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Re: Pilotare in sicurezza uno smontabile sul mosso

Messaggioda roby 63 » 03/01/2015, 18:59

Mi raccomando Giacomo, continua con questo post, attendo altre soluzioni e consigli.
Ciao.

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