Ruotine varo/alaggio/atterraggio per smontabili: la perfezione esiste!

Parliamo di gommoni smontabili sia con paramezzale che ad alta pressione, tender e fast roll.

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Barrotta Giacomo
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Ruotine varo/alaggio/atterraggio per smontabili: la perfezione esiste!

Messaggioda Barrotta Giacomo » 08/03/2017, 0:27

Su indicazione di Gommoclassic, che ringrazio, mi sono deciso a rieditare e riaggiornare un mio vecchio thread del 2012 sul tema delle ruotine ideali da applicare agli smontabili - Vi presento il mio fastrollino 3,25 con "ruotine tuttofare" - anche in considerazione che tutte le foto sono andate disperse per i noti problemi al server del forum occorso l'anno scorso.
All'uopo esorto l'amico Saxthemax a cancellare completamente quello vecchio per evitare un inutile doppione ed anche perché quello attuale si giova dell'esperienza d'uso delle ruotine negli ultimi 4 anni.

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Premessa
Tutti i gommoni smontabili, per loro stessa natura, sono soggetti ad essere spesso movimentati a partire dalla terraferma ove sono parcheggiati nel piazzale di un marina o nella postazione di un campeggio sul mare, oppure dall'auto o camper per raggiungere l'acqua per vararlo e viceversa. Le stesse operazioni alaggio/varo si ripetono altresì nel corso delle nostre escursioni quando raggiungiamo la spiaggetta deserta oppure per praticare il campeggio nautico.

Ebbene disporre di una buona coppia di ruotine montate sulla poppa ci consentiranno di svolgere più agevolmente tutte le operazioni descritte: esse rappresentano una preziosa mano Santa, l'aiuto del compagno che ci manca nelle escursioni in solitario. Grazie a loro il battello, già pronto a navigare, rulla con poco sforzo su qualsiasi fondo fino a galleggiare per prendere il largo senza alcun rischio di sfregare il tessuto per terra. Esse sono davvero l'anello di congiunzione tra mare e terra essendo in grado di rendere meno faticosa, piacevole e divertente la pratica di questa meravigliosa passione gommonautica.
Giungiamo così a considerare questo prezioso accessorio come parte integrante delle nostre dotazioni di bordo così come lo sono i remi, l'àncora ecc.

Ma quali ruotine scegliere tra tutte quelle disponibili sul mercato? Come montarle sulla poppa per ottimizzare il loro funzionamento?

Proviamo insieme ad individuare la soluzione migliore.

Come dovrebbero essere fatte le ruotine ideali
Dopo aver fatto in passato varie esperienze d'uso di questo accessorio su 3 diversi smontabili, per la verità con risultati mediocri, ritengo di aver messo a punto i seguenti 7 "punti fermi" di come debbano essere fatte e istallate che elenco di seguito in ordine di importanza:

(1) Devono avere il battistrada più largo possibile per poter rullare agevolmente su qualsiasi superficie senza affossarsi come la sabbia asciutta, il ghiaino, sassaie sconnesse, ecc.;
(2) I bracci di sostegno devono possedere una cerniera che consenta loro di ruotare con un'unica veloce manovra a 180° in due distinte posizioni: 1) ribaltate in alto durante la navigazione restano affiancate al fuoribordo oppure 2) ribaltate in basso si posizionano pronte per rullare a terra nel corso degli spostamenti a secco;
(3) I bracci di sostegno devono possedere una piega a 45° in corrispondenza dell'angolo poppa/carena per conseguire due vantaggi: 1) ribaltate in alto in navigazione esse restano interamente sbalzate fuori oltre lo specchio di poppa e 2) ribaltate in basso esse si posizionano completamente sotto la carena spostando il baricentro verso poppa e alleggerendo così il peso sul maniglione di prora;
(4) Quando le ruotine sono operative devono posizionarsi a 3-4cm di distanza sotto la carena ed inoltre, col fuoribordo in verticale in assetto di marcia, la parte estrema della pinna del suo piede deve restare sollevata da terra 3-4cm.;
(5) Durante il rullaggio devono mantenersi stabili ed equilibrate senza subire deformazioni anche con forte carico o in occasioni di colpi secchi in verticale;
(6) Devono posizionarsi più distanti possibili tra loro per acquisire la massima stabilità del battello in fase di rullaggio;
(7) Devono essere in acciaio inox scatolato col miglior rapporto robustezza/leggerezza.


Cosa si trova in commercio con dette caratteristiche
A ben guardare, purtroppo, non si trovano in commercio ruotine che riassumano tutte insieme le caratteristiche ideali che ho descritto. I vari costruttori si limitano ad uno standard di massima che possa più o meno adattarsi alla maggioranza dei battelli i quali a loro volta si differenziano sia per le diverse dimensioni che per i fuoribordo adottati. Si assiste così ad accoppiamenti con pesanti compromessi che spesso mortificano la funzione stessa di questo prezioso accessorio come ad esempio nella foto che segue in pieno contrasto con le indicazioni ideali che ho esposto:

ruote-alaggio sbagliate.jpg
ruote-alaggio sbagliate.jpg (89.25 KiB) Visto 2499 volte

-- le ruotine sono delle diametro 26: sotto il peso aggiunto del fuoribordo esse si affosseranno con facilità quando rullano nei fondi cedevoli (sabbia asciutta, granulosa ecc.),
-- sono montate sulle estremità di bracci rettilinei: il baricentro è sbilanciato verso prora appesantendo molto il maniglione e inoltre, da ribaltate in alto, parte delle ruotine invaderanno lo spazio aereo all'interno del gommo,
-- i bracci di sostegno sono molto lunghi (probabilmente 60-70cm sotto la carena): in questo modo varare con fondali bassi sarà difficoltoso perché il battello per galleggiare necessita di almeno 80-90cm. di profondità,
-- infine è macchinoso il sistema di aggancio per passare da ruote su a ruote giù rallentando l'esecuzione delle manovre.

Come fare? l'unica soluzione possibile è quella di acquisire un articolo che meglio si presti ad essere modificato ricorrendo ad un "fai da te" per poter raggiungere gli obbiettivi che ci siamo prefissi.
Vediamo come.

Scelta dell'articolo più adatto da modificare

01.JPG
01.JPG (4.97 KiB) Visto 2584 volte

Ho scelto questo articolo della Osculati perché mi è parso particolarmente adatto per essere modificato realizzando tutte le specifiche che ho elencato.
I bracci sono quadrati inox di 35mm ed il punto di piega a 45° è particolarmente robusto avendo le pareti laterali rettilinee.

Ora mettiamoci all'opera per eseguire punto per punto le modifiche da effettuare.

(1) Devono avere il battistrada più largo possibile per poter rullare agevolmente su qualsiasi superficie senza affossarsi come la sabbia asciutta, il ghiaino ecc.
Allorquando approdiamo in una spiaggia per alare il battello al culmine della battigia rullando sulla sabbia fine bagnata dura e compatta, qualsiasi tipo di ruotine se la cava bene per percorrere quei pochi metri che ci allontanano dall'acqua.
Ma specie nelle spiaggette lungo le coste montuose la battigia può essere formata da una sabbia grossolana o ghiaino molto cedevoli oppure sassaiole più o meno sconnesse. E' in questi casi che la ridotta superficie d'appoggio delle ruotine, sotto il peso aggiunto di motore e accessori, le fa sprofondare impietosamente rendendo davvero difficoltosa la loro rotazione. Altrettanto accade quando movimentiamo il battello dall'auto o dal campeggio per attraversare tutta la spiaggia rullando sulla sabbia asciutta prima di raggiungere l'acqua.

Come risolvere o attenuare questo grosso limite comune a tutte le ruotine in commercio?
L'idea vincente mi è venuta osservando alcune carrozzine per neonati che dispongono di bracci a terra con un perno trasversale nel quale sono montate una coppia di ruotine (una per lato).
Questa soluzione, applicata su di uno smontabile, oltre a raddoppiare la superficie d'appoggio a terra, annulla totalmente le tensioni di sbilanciamento e torsione che si generano sui bracci di sostegno - comuni a tutte le ruotine attualmente in commercio - rendendo l'insieme ben più robusto e scorrevole.

02.jpg
02.jpg (111.04 KiB) Visto 2523 volte

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09.jpg (120.45 KiB) Visto 2523 volte

Finalmente adesso non ci sono più limiti dove rullare col mio Zodiac Fastroller di 3,25m motorizzato 9.9hp sulla cui poppa ho montato una doppia coppia di ruotine modificando opportunamente quelle della Osculati.

04.jpg
04.jpg (137.92 KiB) Visto 2584 volte

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05.jpg (87.59 KiB) Visto 2584 volte

Grazie ai cuscinetti ingabbiati presenti nei mozzi (coi cilindretti che ho sostituito in acciaio inox), le ruotine ruotano agevolmente quando me lo traino con la mountain bike a partire da casa per raggungere la spiaggia distante 800m. Poi lo traino facilmente a mano sulla sabbia fino all'acqua per infine vararlo e prendere il largo volando in planata in mare aperto e assaporando le emozioni uniche che solo uno smontabile può procurare.

06.jpg
06.jpg (142.97 KiB) Visto 2584 volte

Senza l'aiuto di quelle ruotine non avrei mai potuto effettuare i numerosi vari e alaggi percorrendo in solitario quasi 700mgl lungo la costa spagnola nei tre raids successivi del 2014-15-16 praticando il campeggio nautico. Che bellezza poter fare uscire/entrare dall'acqua il mio Eta Beta con tanta facilità! Una dimensione di libertà incomparabile! Un divertimento che mi ha fatto riscoprire i verdi anni della mia passione gommonautica.
Con una puntina di orgoglio rivendico la validità di quelle modifiche fatte dopo 4 anni di uso intensivo, al punto che anche oggi le rifarei allo stesso modo.

continua...
Ultima modifica di Barrotta Giacomo il 21/03/2017, 22:43, modificato 7 volte in totale.





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Re: Ruotine varo/alaggio/atterraggio: la perfezione esiste!

Messaggioda Barrotta Giacomo » 08/03/2017, 0:31

Vediamo adesso come ho organizzato le modifiche e quali sono i risultati che ho ottenuto.

(2) I bracci di sostegno devono possedere una cerniera che consenta loro di ruotare con un'unica veloce manovra a 180° in due distinte posizioni: 1) ribaltate in alto durante la navigazione restano affiancate al fuoribordo oppure 2) ribaltate in basso si posizionano pronte per rullare a terra nel corso degli spostamenti a secco.
Alcune ruotine in commercio richiedono un montaggio manuale a poppa ad ogni operazione di varo e alaggio. E' evidente che tali operazioni saranno necessariamente lente e macchinose eseguite magari con difficoltà in presenza di mare mosso prima di atterrare in spiaggia. Inoltre c'è la necessità di stivarle a bordo sottraendo spazio prezioso ed esponendo i tubolari al rischio di contatti deleteri con le parti taglienti della staffa.
Conviene senz'altro scartare quella soluzione in favore di quelle che dispongono di una staffa/cerniera da montare all'esterno della poppa che consenta alle ruotine una rapida rotazione a 180° in due posizioni: 1) verso il basso per la loro attivazione negli spostamenti a terra e 2) verso l'alto per disattivarle durante la navigazione.

(3) I bracci di sostegno devono possedere una piega a 45° in corrispondenza dell'angolo poppa/carena per conseguire due vantaggi: 1) ribaltate in alto in navigazione esse restano interamente sbalzate fuori oltre lo specchio di poppa e 2) ribaltate in basso esse si posizionano completamente sotto la carena spostando il baricentro verso poppa e alleggerendo così il peso sul maniglione di prora.
Alcune ruotine in commercio hanno i bracci rettilinei con le ruotine montate alle loro estremità. Quando sono ribaltate in basso per il rullaggio a terra del gommone si avverte un notevole sbilancio dei pesi verso prora che appesantiscono di molto il maniglione per il traino e inoltre, quando sono ribaltate in alto in navigazione, la metà delle ruote invade lo spazio aereo all'interno del gommone.
Entrambi questi inconvenienti vengono eliminati con l'adozione di bracci di sostegno con una piega a 45° in corrispondenza dell'angolo poppa/carena portando le ruotine completamente sotto di essa. Il peso del motore allontanato dal punto di contatto delle ruotine a terra determina uno sbilanciamento verso poppa che alleggerisce di molto il peso sul maniglione di prora: viene così attenuato lo sforzo di sostentamento per concentrare le energie esclusivamente per la trazione.

(4) Quando le ruotine sono operative devono posizionarsi a 3-4cm di distanza sotto la carena ed inoltre, col fuoribordo in verticale in assetto di marcia, la parte estrema della pinna del suo piede deve restare sollevata da terra 3-4cm.
Le ruotine della Osculati da modificare hanno un diametro di 38cm.: una misura esagerata incompatibile con le distanze tra tutti gli elementi che ho elencato.
Col battello gonfio in orizzontale ed il motore posto in verticale, ho potuto effettuare varie prove utilizzando cerchi di cartone di vario diametro fino a giungere alla conclusione che le ruote ideali dovranno avere un diametro di 26cm.
Dunque la modifica dei bracci di sostegno dovrà armonizzarsi per montare ruote di ben 12cm. di diametro inferiori rispetto alle ruote originali.
Ora osservate attentamente i due disegni che seguono per capire le modifiche effettuate e i risultati ottenuti.

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07.jpg (160.85 KiB) Visto 2517 volte

La modifica è stata semplice grazie ai bracci che si sviluppano sotto la carena con andamento diagonale a 45°. In questo modo è bastato rifare i fori dei mozzi più in alto lungo la barra quadrata per ripristinare contemporaneamente i due allineamenti: quello rispetto alla carena e quello rispetto alla poppa. Infine ho accorciato le barre di 9cm. per riportare la parte terminale dei bracci com'era prima della modifica rispetto all'asse delle ruote..
Il nuovo perno passante nei nuovi fori sui bracci sporgono ai lati per accogliere ciascuno una ruota da 26cm. Dunque ogni braccio sostiene le due ruote ai suoi lati per un totale di quattro ruote.

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08.jpg (106.72 KiB) Visto 2518 volte

Nella posizione ribaltata in alto le quattro ruote ripristinano a specchio la situazione precedente riallineandosi alla parte superiore della poppa senza invadere lo spazio aereo all'interno del gommone.

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09ok.jpg (120.45 KiB) Visto 2519 volte

In navigazione le ruotine restano abbondantemente al di sotto del culmine del fuoribordo guadagnando in compattezza ed estetica.

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010ok.jpg (193.09 KiB) Visto 2519 volte

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011ok.jpg (104.68 KiB) Visto 2519 volte

Ecco realizzate le distanze di 3-4cm. delle ruote dalla carena e 3-4cm. da terra della parte estrema inferiore del fuoribordo.
Queste particolarità consentiranno di varare il battello portandolo in galleggiamento già in appena 35cm. di profondità. Particolarmente aprezzabile in presenza di basso fondale o con la bassa marea.

Le nuove doppie coppie di ruote da 26x8,5cm. hanno un profilo squadrato particolarmente adatto a contrastare l'affondamento sulla sabbia rispetto a quelle originali da 38x10 che invece hanno un profilo tondeggiante. Inoltre le 26x8,5 adottate sono uno standard facilmente reperibile dai gommisti o nelle ferramenta per assistenza e ricambi.
Con riferimento al contrasto all'affondamento sulla sabbia il confronto dei due diametri volge decisamente a favore delle ruote più piccole perché, essendo gemellate doppie, offrono una superficie d'appoggio complessiva pressoché doppia di quelle più grandi.
Notiamo infine che le doppie ruotine nascondono completamente le parti terminali dei bracci con i loro spigoli metallici contundenti sempre da evitare in mare.

Montaggio delle staffe sulla poppa.
Dopo avere effettuate le modifiche di cui al punto (4), dobbiamo ora fissare le staffe sulla poppa con particolare attenzione allo spazio vuoto disponibile tra gli apici laterali dei coni di poppa di 78cm. entro i quali devono affiancarsi sia la doppia coppia di ruotine che il fuoribordo che deve restare libero di sterzare a dx e sx.
Ognuna delle due coppie di ruote hanno un ingombro laterale di 8,5+8,5cm. oltre ai bracci di sostegno di 3,5cm + 1cm. di sfioro ai lati dei bracci sommano ad un totale di 21,5cm. per lato giungendo ad un ingombro complessivo delle 4 ruote di 43cm.
Il massimo ingombro laterale del mio 9.9hp4t ammonta a 31cm. i quali, sommati ai 43cm. della doppia coppia di ruote, totalizzano 74cm. da sottrarre ai 78 disponibili.
Dunque il fuoribordo si trova praticamente bloccato con soli 4cm. disponibili per le sterzate.
Come fare?

012ok.jpg
012ok.jpg (227.01 KiB) Visto 2519 volte

Come visibile nelle foto, la soluzione consiste nel portare i bracci delle ruote aderenti al tubolare facendo in modo che le due ruotine più all'esterno finiscano in verticale sopra i tubolari liberando l'equivalente spazio in favore del raggio di sterzata del fuoribordo.

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013ok.jpg (77.27 KiB) Visto 2519 volte

Finalmente adesso il tutto sterzo dx e sx è vicino a quello massimo disponibile del fuoribordo con la calandra che va in battuta contro le stesse ruotine nella sua parte terminale.

continua...
Ultima modifica di Barrotta Giacomo il 21/03/2017, 22:47, modificato 7 volte in totale.
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Re: Ruotine varo/alaggio/atterraggio: la perfezione esiste!

Messaggioda Barrotta Giacomo » 08/03/2017, 0:36

Modifica delle staffe.

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014.jpg (233.1 KiB) Visto 2518 volte

Come visibile nella foto le staffe sono alte 15cm. mentre l'ingombro laterale di 4cm. si raddoppia con le appendici che accolgono i 4 bulloni da 6mm. per il fissaggio.
Come fare dunque a ridossare tali staffe ai tubolari con bulloni che li sfiorano pericolosamente e senza garanzia di tenuta trovandoci al limite esterno laterale dello specchio di poppa?
Ecco trovata la soluzione.
Ho anzitutto tagliato a filo del corpo della staffa le quattro sporgenze forate realizzando così un unico rettangolo 15x4.

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010ok.jpg (193.09 KiB) Visto 2518 volte

In questo modo ho potuto avvicinare la staffa a piacimento a ridosso dei tubi laterali.
Poi ho praticato due fori nei lati superiore e inferiore al centro della larghezza di 4cm. nei quali ho inserito due bulloni inox da 8mm passanti con la testa semisferica piatta di Ø20mm. che finisce all'interno della poppa.
In questo modo ho praticato due soli fori distanti 3 e 4cm dal lato estremo del margine della poppa.
Infine ho aperto una piccola asola sulle barre quadrate per accogliere al loro interno le teste dei bulloni autobloccanti nelle due situazioni di ribalta e sotto la carena.

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015ok.jpg (89.65 KiB) Visto 2518 volte

Dalla parte interna nonostante i bulloni più bassi siano finiti a livello della linea di galleggiamento non sono preoccupato per possibili infiltrazioni d'acqua perché quelle teste sono di forma semisferica schiacciata con una grande superficie piatta a contatto con la poppa che mi consente di renderle facilmente ermetiche con silicone o anche solo grasso marino.

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016ok.jpg (272.37 KiB) Visto 2518 volte

Il risultato finale è quello di un lavoro pulito, compatto, robustissimo e bello anche a vedersi con gli unici due bulloni integrati all'interno delle staffe stesse senza alcuno spigolo sporgente né all'interno né all'esterno del battello sì da poterlo smontare e ripiegare senza alcun'altra precauzione.

Manovre di posizionamento: "ruotine su" e "ruotine giù".

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017ok.jpg (182 KiB) Visto 2518 volte

Nonostante le ruote esterne - come già detto - si trovino in perpendicolare sopra i tubolari, dopo averle sganciate esse a metà percorso svincolano la massima sporgenza dei tubi sia perché si trovano parzialmente oltre la loro parte terminale e sia perché in quella posizione i mozzi dei bracci sulle staffe dispongono di un discreto gioco grazie alle grandi asole triangolari poste all'inizio dei bracci per il cambio a 180º della loro inclinazione.
Occorre dunque guidare il percorso di detti bracci allontanandoli dai tubolari nel solo punto in cui essi interferiscono con le ruote.
L'inevitabile "battuta" sui tubolari delle ruote è comunque sempre mitigata dai generosi bottacci, alti ben 11,5cm., che circondano interamente i coni di poppa.

Distanza minima delle ruote di 3-4cm. da sopra i tubolari e dalla carena.

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010ok.jpg (193.09 KiB) Visto 2518 volte

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019.jpg (72.81 KiB) Visto 2518 volte

In entrambi i posizionamenti "ruote su" e "ruote giù" le ruote si distanziano da sopra il tubolare e dalla carena di 3-4cm.
Per la verità le staffe originali non avrebbero consentito tali distanze minime le quali tuttavia variano in relazione al diametro dei tubolari (quelli del mio fastroller hanno diametro 45cm.).
Da qui l'esigenza di allontanare il più possibile i due innesti alle estremità delle staffe per allontanarli dal perno centrale di rotazione.

continua...
Ultima modifica di Barrotta Giacomo il 21/03/2017, 22:48, modificato 2 volte in totale.
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Re: Ruotine varo/alaggio/atterraggio: la perfezione esiste!

Messaggioda Barrotta Giacomo » 08/03/2017, 0:42

020.jpg
020.jpg (67.69 KiB) Visto 2583 volte

Queste "protesi" applicate alle staffe originali mi hanno consentito un guadagno di 2,5+2,5cm. di allontanamento dei due inneschi dal perno centrale di rotazione (nella foto si può notare la distanza dei nuovi innesti rispetto a quelli originali).
Più semplicemente si possono rifare ex-novo dette staffe da un fabbro sulla base dell'originale con le opportune variazioni.

(5) Durante il rullaggio devono mantenersi stabili ed equilibrate senza subire deformazioni anche con forte carico o in occasioni di colpi secchi in verticale.

01.JPG
01.JPG (4.97 KiB) Visto 2583 volte

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010.jpg (211.5 KiB) Visto 2583 volte

Oltre che dimezzare i fori sulla poppa, la soluzione dei due bulloni al centro della staffa con tanto di rondellone, mi appare più robusta dei quattro bulloni agli angoli dell'originale anche considerando lo sbilanciamento laterale dovuto all'unico braccio di sostegno.
Il sostegno centrale da me adottato con le due ruote ai lati, rende molto più scorrevole ed equilibrata la rotazione soprattutto nelle sollecitazioni secche verticali che possono verificarsi, ad esempio, in occasione degli atterraggi in spiaggia con mare mosso oppure quando si rulla a secco con un fondo pieno di buche.

(6) Devono posizionarsi più distanti possibili tra loro per acquisire la massima stabilità del battello in fase di rullaggio.

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02.jpg (146.45 KiB) Visto 2583 volte

Considerando che le ruote esterne si trovano oltre l'allineamento dei tubolari, la maggiore stabilità laterale nel rullaggio è certamente superiore rispetto alle istallazioni tradizionali.
Questa qualità si apprezza nella movimentazioni su fondi sconnessi oppure quando si atterra sulla spiaggia in velocità con mare mosso (più avanti specificherò meglio questa situazione).

(7) Devono essere in acciaio inox scatolato col miglior rapporto robustezza/leggerezza.
Non mi sembra conveniente fare speculazioni sui materiali per acquisire un accessorio così importante. Conviene sempre scegliere articoli in acciaio inox scatolato spesso almeno 1mm. (2mm. per la staffa).
Così si realizza il miglior rapporto robustezza/leggerezza e durata nel tempo.
Anche nel caso di cambio dello smontabile - entro certi limiti - possiamo trattenere le nostre ruotine modificate da montare sul nuovo mezzo.

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A completamento dell'argomento trattato vorrei segnalare un altro articolo particolarmente interessante disponibile in commercio.

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Queste articolo è già disponibile con ruotine singole di diametro 26 con possibilità di sdoppiarle con una seconda ruota previa sostituzione dei perni. Anch'esse hanno i bracci inclinati per posizionare le ruote sotto la carena.
Il loro particolare tipo di innesco le fanno scendere verso il basso fino ad allinearsi più o meno a filo della poppa.
In questa situazione le ruotine sdoppiate incrementano il loro ingombro verso il motore ma non dal lato della calandra più alta, bensì ai lati del gambo più basso il quale, essendo più stretto, potrebbe salvaguardare i movimenti di sterzata. Va chiarito però che non tutti i motori hanno il gambo molto stretto. Ad esempio il 15hp2t aspirato della Evinrude e molti altri hanno il corpo motore che si incrementa anche lungo il gambo il quale potrebbe ostacolare la sterzata battendo contro la seconda ruotina.
In ogni modo, qualora ciò fosse possibile, il risultato potrebbe essere analogo al mio con la sola differenza della "carreggiata più larga" delle ruotine da me modificate.

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Concludo questa lunga esposizione, nella speranza di non avervi annoiato, elencando altre situazioni nelle quali le ruotine, così modificate, si rendono ancora una volta davvero preziose.
Può capitare di dover muoversi in dislocamento su di un basso fondale sotto riva col pericolo reale di urtare il piede e l'elica contro un ostacolo.
In questi casi è sufficiente mettere le ruotine giù pronte ad intervenire per proteggere l'elica che le segue.

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023.jpg (131.69 KiB) Visto 2583 volte

Ancora nella pratica del campeggio nautico, con la tenda montata a bordo, le ruotine mantengono più sollevata la poppa rispetto alla prora più bassa. Questa particolarità si combina molto bene con la battigia la quale, avendo una pendenza contraria, consente al battello di posizionarsi in un assetto perfettamente orizzontale anche in presenza di fondi sconnessi e sassolosi.

Infine vorrei riportare un'altra particolare esperienza vissuta nel corso della pratica del campeggio nautico a largo raggio in occasione della
quale ancora una volta le ruotine si sono rivelate assolutamente preziose.
Nelle numerose spiagge sulle quali sono atterrato, esposte al mare aperto talvolta mosso oltremisura, ho sperimentato con successo la seguente tecnica di atterraggio:
"""-- in assenza di un corridoio d'atterraggio abilitato, giungo ad una cinquantina di metri dalla spiaggia per individuare il punto dove sbarcare lontano da eventuali bagnanti o rocce semiaffioranti che si rendono visibili grazie alle schiume generate dai loro impatti contro le onde,
-- da poppa ribalto le ruotine sotto la carena (esse restano ben fissate allo snodo grazie alla loro spinta positiva verso l'alto),
-- con decisione mi posiziono sul dorso più alto di un'onda, facendo attenzione a non superarla, e corro verso terra alla sua stessa velocità finché le ruotine toccano il fondo rullando mentre l'elica ruota sempre liberamente in spinta senza pericolo di grattare sul fondo perché si mantiene costantemente più alta delle ruotine che la precedono,
-- grazie alla posizione più alta sull'onda, alla spinta continua dell'elica e all'abbrivio generato dalla velocità, il gommone balza in avanti sulla battigia parzialmente fuori dall'acqua bloccandosi dopo aver strisciando un po' l'apice della prora,
-- adesso le ruotine mantengono parzialmente sollevata la carena da terra creando un tunnel vuoto sottostante dove si scarica buona parte dell'energia prodotta dalle nuove onde in arrivo che battono contro la poppa mentre l'elica continua a girare per metà in aria e con lo scarico che romba fuori dall'acqua,
-- per guadagnare tempo do uno strattone al cavetto per spegnere il motore mentre con un balzo scendo a terra per agguantare il maniglione di prora e trascinare il gommone un paio di metri sulla battigia. - Fine.
Una volta imparato il "giochino" le suddette manovre si eseguiranno agevolmente e sempre in condizioni di buona sicurezza.

Invito tutti voi a ripetere questa tecnica di atterraggio emozionante e davvero... molto "adrenalinica".

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VANTAGGI CONSEGUITI GRAZIE ALLE MODIFICHE DA ME ADOTTATE
Ma quali sono i vantaggi reali ricavati dalle modifiche da me adottate?
Provo ad elencarli in un bel "dodecalogo" in ordine di importanza evidenziando le differenze rispetto agli standard proposti dai vari costruttori.

(1) Contrasto all'affossamento delle ruote su sabbia asciutta, sabbia granulosa, sassaiola e ciottolame sconnesso. A differenza delle monoruote tradizionali le quali tendono ad affossarsi su ogni fondo cedevole rendendo difficoltosa la loro rotazione, le doppie ruote gemelle da me messe a punto raddoppiano la superficie di contatto a terra rullando con maggiore agilità senza affossarsi su qualsiasi fondo. E' così possibile trainare il battello con particolare facilità attraversando la spiaggia a partire dall'auto o dalla nostra postazione del campeggio sul mare.

(2) Maggiore bilanciamento e robustezza. Praticamente la totalità degli attuali costruttori adottano bracci di supporto necessariamente posti al lato di un'unica ruota. I bracci e i mozzi delle ruote sono così sottoposti a continue tensioni sugli stessi bracci che li sbilanciano verso l'esterno oltre alla torsione su se stessi tant'è che i modelli col fulcro fissato in alto necessitano di una ulteriore guida aggiunta nella parte bassa della poppa (altri fori sulla poppa!!).
La soluzione da me adottata consente di far lavorare i mozzi in condizioni di perfetto bilanciamento sia laterale che torsionale. Ne guadagnano una maggiore scorrevolezza e l'assorbimento dei colpi secchi dovuti a sobbalzi (ad esempio sull'asfalto l'impatto contro una banchina o le cunette) senza il rischio di deformarsi.

(3) Rotazione sui mozzi con cuscinetti. L'adozione di cuscinetti sui mozzi delle ruote le rende più scorrevoli anche con forti pesi grazie agli attriti volventi. Si tratta di piccoli cilindretti in metallo (che io ho sostituito in inox) che ruotano a contatto dell'asse in acciaio inox.

(4) Altezza da terra della carena ridotta a 30cm. Rispetto alle ruote originali di Ø38 con l'adozione delle mie Ø26 porto la carena a soli 30cm. da terra. Questo particolarità mi consente di far galleggiare il gommo in minore profondità rendendo più agevoli le operazioni di alaggio/varo soprattutto nei fondali che degradano più lentamente o con la bassa marea.

(5) Massima stabilità con la "carreggiata larga". Grazie alle ruotine esterne oltre l'allineamento interno dei tubolari, la stabilità è ancora migliorata. Nelle situazioni critiche di atterraggio in presenza di frangenti, viene ridotto il pericolo di ribaltamento.

(6) Eliminati tutti gli spigoli dell'accoppiamento bracci/ruotine. Sappiamo che gli spigoli metallici in mare sono sempre da evitare perché fonte di urti ed escoriazioni. La parte terminale dei bracci sono protetti dalle ruotine ai loro lati eliminando così qualsiasi superficie metallica contundente scoperta.

(7) Risciacquo del motore dopo l'uso. Nel mio Evinrude 9.9hp la distanza tra la piastra anticavitazionale e l'estremità della pinna è di 26cm. Questa misura è particolarmente intonata alla distanza da terra delle ruotine (26+4=30cm.) Al ritorno dall'uscita in mare col gommone orizzontale posso sciacquarlo facilmente dopo l'uso col mastellino alto 30cm. pieno d'acqua e il piede tutto immerso.

(8) Utilizzo delle ruotine nelle operazioni di uscita e ritorno dall'escursione. Questo accessorio torna utile anche nelle operazioni di partenza dalla spiaggia e ritorno.
Specie in presenza di frangenti le ruotine giù sono pronte ad intervenire se le oscillazioni verticali avvicinano la carena a meno di 30cm. dal fondo. Se si è in due mentre uno tiene fermo il gommo con prora a mare, l'altro può salire a bordo per avviare il motore. Una volta in moto tutti a bordo affrontando di petto i frangenti e solo dopo averli superati si potranno ribaltare le ruote e riportare il motore in assetto di navigazione planante.
Al ritorno prima di entrare nelle barre dei frangenti mettiamo giù le ruotine e ci posizioniamo sul dorso di un frangente, senza superarlo, dando potenza per procedere verso terra alla sua stessa velocità. Il motore spingerà il gommo finché la carena a prora tocca la sabbia (l'elica può girare libera perché si trova sempre ad una profondità maggiore delle ruote che la precedono). Dopodiché scenderemo a terra per agguantare il maniglione di prora fino a trainare il gommo oltre la battigia.

(9) Navigazione in bassi fondali. Si potrà navigare lentamente in bassi fondali rocciosi senza pericolo di toccare il piede grazie alle ruotine giù che precedono l'elica pronte ad intervenire se un ostacolo si avvicina troppo vicino alla carena o all'elica.

(10) Campeggio nautico... emozionale. Nella baia deserta tiriamo in secca il gommo di prua stazionandolo nella pendenza della battigia con la prua appoggiata sulla sabbia e le ruotine più in basso finché resta livellato in orizzontale. Fissiamo l'ancora ben piantata sulla spiaggia più avanti fissando la cima tesa sul maniglione. Montiamo la tenda predisposta ad essere montata sul piano superiore dei tubolari e sopra le panchette.
Buonanotte e sogni d'oro sotto le stelle in compagnia della "dolce musica" prodotta dalla risacca del mare sotto di noi.

(11) Protezione della carena e del motore. Chi, come me, ha fatto esperienza con gli smontabili sa che la parte più delicata del gommo, quando lo spostiamo sulla battigia dopo l'approdo, è la carena e i coni nella zona poppiera appesantiti dal motore. Anche se lo solleviamo di peso per spostarlo, poi dobbiamo riappoggiarlo a volte sopra sassi appuntiti giungendo a logorare quelle superfici fino a sfondare la carena o bucare i tubolari.
Queste ruotine sono dunque preziose perché, in ogni caso, terranno sempre sollevata e protetta da terra la carena, oltre all'elica e al piede del motore.

(12) Ma qual è l'impatto estetico dell'insieme? Sono molti gli appassionati che storciono il naso alla vista delle ruotine di Ø38cm. che sporgono vistosamente a poppa superando in altezza lo stesso culmine del motore.
Ebbene ammirando la soluzione da me adottata probabilmente dovranno ricredersi oltre che per la loro maggiore compattezza anche perché esse restano molto al disotto della sommità del motore. Ciò è dovuto oltre che al diametro ridotto delle ruote anche ai loro bracci di sostegno più corti e fissati nella parte più bassa della poppa.

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Per quanto mi riguarda posso dire di avere raggiunto felicemente gli scopi che mi ero prefisso che considero notevoli avendoli applicati ad un gommone di queste dimensioni. A costo di peccare di immodestia ritengo che la soluzione da me adottata riassuma e risolva un po' tutti i limiti e gli inconvenienti comuni alla maggior parte delle ruotine oggi in commercio.

Adesso posso affermare con una puntina d'orgoglio:
Ruotine di alaggio/varo/atterraggio per smontabili: la perfezione esiste!

Naturalmente sono a disposizione per chiunque desideri replicare per sé la mia esperienza.

Grazie per avermi letto. GIACOMO

(FINE)
Ultima modifica di Barrotta Giacomo il 21/03/2017, 22:46, modificato 4 volte in totale.
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Re: Ruotine varo/alaggio/navigazione per smontabili: la perfezione esiste!

Messaggioda antaro » 13/03/2017, 9:39

Ciao,
le ruote che rientrano sotto la carena indubbiamente hanno il vantaggio di spostare il baricentro verso la poppa.
Per piccoli battelli, posizionando bene i pesi, per quello che ho notato il vantaggio è minimo

Quando si porrà il problema di cambiare quelle che ho, farò un pensierino a queste
Credo siano anche esse gemellabili e dovrebbero risolvere il problema della testa del motore che ci va ad intruppare

Indubbiamente sono le più belle da vedere
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Re: Ruotine varo/alaggio/navigazione per smontabili: la perfezione esiste!

Messaggioda Cerri » 13/03/2017, 11:05

sul forum ci sono già diversi post a rigurdo ,comunque non c'è nulla da inventare è già stato inventato anni fa :ah:

https://spanish.alibaba.com/p-detail/ba ... 92455.html

https://spanish.alibaba.com/p-detail/6- ... 85680.html

http://www.dsgnautica.it/ruote-da-alagg ... MZuNPK2eQo

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Re: Ruotine varo/alaggio/atterraggio per smontabili: la perfezione esiste!

Messaggioda Barrotta Giacomo » 13/03/2017, 14:12

antaro ha scritto:Ciao,
le ruote che rientrano sotto la carena indubbiamente hanno il vantaggio di spostare il baricentro verso la poppa.
Per piccoli battelli, posizionando bene i pesi, per quello che ho notato il vantaggio è minimo
Quando si porrà il problema di cambiare quelle che ho, farò un pensierino a queste
Credo siano anche esse gemellabili e dovrebbero risolvere il problema della testa del motore che ci va ad intruppare
Indubbiamente sono le più belle da vedere

Ciao Antaro, tra bracci angolati e bracci dritti la differenza nel bilanciamento longitudinale è notevole: soprattutto il peso del motore sbalzato oltre la poppa, con le ruotine più verso prora, determina un braccio di leva particolarmente efficace per alleggerire il peso sul maniglione di prora per la movimentazione.
Col mio fastroller, a battello vuoto e fuoribordo ribaltato in tilt, arrivo a sollevare la prora in aria finché il battello si posiziona inclinato a 45° in equilibrio sulle ruotine. Il peso sul maniglione di prora col gommone in orizzontale ammonta a non più di 2-3kg.

Certamente le ruotine da te postate sono il massimo quanto ad estetica e si possono lasciare montate anche in caso di smontaggio del battello. Ma quelle 26 singole si affosseranno nella sabbia asciutta e d'altra parte, se le sdoppi, non potrai più raccoglierle in quel modo aderenti alla poppa perdendo i vantaggi menzionati.
Come ho spiegato nella relazione vedrei meglio quelle singole a bracci inclinati da sdoppiare salvo verificare che non vadano ad ostacolare i movimenti di sterzata del motore pur posizionandosi a livello del suo gambo.
Ultima modifica di Barrotta Giacomo il 21/03/2017, 22:49, modificato 1 volta in totale.
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Re: Ruotine varo/alaggio/navigazione per smontabili: la perfezione esiste!

Messaggioda Barrotta Giacomo » 13/03/2017, 14:17

Cerri ha scritto:sul forum ci sono già diversi post a rigurdo ,comunque non c'è nulla da inventare è già stato inventato anni fa :ah:

https://spanish.alibaba.com/p-detail/ba ... 92455.html

https://spanish.alibaba.com/p-detail/6- ... 85680.html

http://www.dsgnautica.it/ruote-da-alagg ... MZuNPK2eQo

Ciao Cerri, le ruotine dei tuoi link le conoscevo già da tempo e sarebbe troppo bello e semplice sceglierne una a caso. Se leggi la mia relazione esse non sono affatto adatte per essere montate su di un piccolo smontabile come il mio 3,25 acquisendo tutti i vantaggi che ho elencato (ma, a mio parere, non sono adatte neanche su battelli fino a 3,50-4m.).
E cioè: diametro max 26, battistrada largo, bracci di sostegno con piega, ingombro laterale max per salvaguardare movimenti di sterzata motore, bilanciamento tensioni sui bracci ecc.).
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Re: Ruotine varo/alaggio/navigazione per smontabili: la perfezione esiste!

Messaggioda antaro » 14/03/2017, 8:42

Ciao Giacomo,
non ho capito bene l'utilità far sporgere le ruote solo 4 cm sotto la pinna del piede del fuoriborbo
E' sempre per permettere l'alaggio in acque basse?
Qualche cm in più non potrebbero far comodo?

Grazie

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Re: Ruotine varo/alaggio/atterraggio per smontabili: la perfezione esiste!

Messaggioda Barrotta Giacomo » 14/03/2017, 10:21

antaro ha scritto:Ciao Giacomo,
non ho capito bene l'utilità far sporgere le ruote solo 4 cm sotto la pinna del piede del fuoriborbo
E' sempre per permettere l'alaggio in acque basse?
Qualche cm in più non potrebbero far comodo?
Grazie

Col motore operativo in verticale ed il battello in orizzontale, la pinna estrema più sporgente del piede deve posizionarsi a max 3-4cm da terra per conseguire i seguenti vantaggi in ordine di importanza:
1) nelle operazioni di varo il battello galleggerà già ad una profondità di appena 35cm. (le ruotine Ø26 + 4cm. di distanza dalla carena + 5cm. di immersione del battello per galleggiare sommano a 35cm. totali). Questa particolarità si apprezza nelle spiagge che degradano lentamente o con la bassa marea ed inoltre...
2) nelle operazioni di atterraggio/alaggio, il battello può avanzare in velocità verso la battigia col motore in spinta fino ad appena 20-25cm. d'acqua grazie all'abbrivio senza pericolo di grattare il fondo col piede perché esso si trova sempre ad una maggiore profondità delle ruotine che lo precedono. In questo modo ci si allontana di più dagli eventuali frangenti che incalzano ed inoltre viene ridotta la distanza di traino per portare il battello in secca,
3) col mare calmo si può atterrare col motore in spinta fin quando la prora si adagia dolcemente sulla spiaggia: in questo modo si può scendere dalla prora senza neppure bagnarsi i piedi (situazione particolarmente apprezzabile nelle escursioni invernali),
4) essendo i bracci di supporto ridotti al massimo, in posizione ribaltata le ruotine resteranno seminascoste all'interno dei coni di poppa e più basse rispetto al culmine del motore guadagnando in compattezza ed estetica dell'insieme,
5) così come avviene per le auto, quanto minore è la distanza tra le ruote e il battello, tanto maggiore sarà la stabilità laterale. Oltre che per il rullaggio a terra su fondi sconnessi con buche, soprattutto in occasione degli atterraggi con le ruotine giù e mare frangente si apprezza la maggiore stabilità laterale del battello nelle situazioni critiche di intraversamento (a questo si aggiunge il vantaggio della "carreggiata larga" dovuta alle ruotine esterne allineate oltre il limite dei tubolari);
6) col battello a secco in orizzontale è facile sciacquare il motore dopo l'escursione mettendolo in moto dentro un mastellino con soli 30cm. d'acqua grazie al piede che giunge a sfiorare il fondo.

E' chiaro che tutti questi vantaggi verranno a perdersi gradatamente qualora i bracci, unitamente al diametro delle ruotine, fossero maggiori del minimo necessario per mantenere la parte estrema del motore a quei 3-4cm. da terra.

In definitiva: 3-4cm. di distanza da terra della pinna del piede, 3-4cm. di distanza delle ruotine dalla carena, 3-4cm. di distanza da sopra i tubolari con le ruotine ribaltate in alto, sono tutti accorgimenti per integrare questo prezioso accessorio allo stesso battello con una compattezza senza uguali al punto che mi viene da dire: "la perfezione esiste!".
W GLI SMONTABILI !! :bene: :d: :bene: :d:
Ultima modifica di Barrotta Giacomo il 21/03/2017, 22:51, modificato 1 volta in totale.
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Re: Ruotine varo/alaggio/navigazione per smontabili: la perfezione esiste!

Messaggioda antaro » 14/03/2017, 16:11

Barrotta Giacomo ha scritto: 3-4cm. di distanza da sopra i tubolari con le ruotine ribaltate in alto....


Grazie Giacomo, ora è charo

Non mi è chiaro questa cosa dei 3-4 cm di distanza da sopra i tubolari con le ruotine ribaltate in alto.A cosa servirebbe?

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Re: Ruotine varo/alaggio/navigazione per smontabili: la perfezione esiste!

Messaggioda Barrotta Giacomo » 14/03/2017, 19:07

antaro ha scritto:
Barrotta Giacomo ha scritto: 3-4cm. di distanza da sopra i tubolari con le ruotine ribaltate in alto....

Grazie Giacomo, ora è charo
Non mi è chiaro questa cosa dei 3-4 cm di distanza da sopra i tubolari con le ruotine ribaltate in alto.A cosa servirebbe?

Devi considerare che l'istallazione delle ruotine gemellate sulla poppa, nel mio caso specifico, sono state effettuate in un gommone particolarmente piccolo, tra i più piccoli della gamma dei tenders: appena 3,25x1,74cm. fuori tutto con Ø tubolari 45cm.
Queste dimensioni sono le minime indispensabili per movimentare il battello in solitario senza fare scadere oltre misura le caratteristiche di navigabilità indispensabili per salvaguardare la sicurezza in mare.
Come specificato nella relazione l'ingombro laterale della doppia coppia di ruotine affiancate al fuoribordo, avrebbe consentito a quest'ultimo un movimento di sterzata di appena 2cm. a dx e 2cm. a sx: praticamente sarebbe rimasto bloccato senza possibilità di virare.
Da qui l'esigenza di allontanare all'esterno le coppie di ruotine fino a farle sormontare ai tubolari.
Dunque, nella mia fattispecie, occorreva salvaguardare 4 esigenze specifiche:

ribaltate in alto in navigazione:
1) dovevano consentire al fuoribordo il massimo raggio di sterzata e conseguentemente...
2) posizionate sopra i tubolari, restare distanziate da essi almeno 3-4cm. per non andarci a sbattere durante le navigazione battenti e contemporaneamente...

ribaltate in basso negli atterraggi e alaggi:
3) restare posizionate sotto alla carena distanti 3-4cm. ed inoltre...
4) col fuoribordo in verticale mantenere distanziata da terra 3-4cm. la pinna estrema del piede.

Per salvaguardare tutti questi obiettivi sono stato costretto altresì a modificare la staffa di supporto con una protesi che mi ha consentito di allontanare di 2,5cm sopra e 2,5cm. sotto gli innesti originali dei bracci (vedi più sopra la foto della staffa dove si notano gli innesti originali e quelli nuovi). Ho scritto che potrebbe valere la pena rifare completamente dette staffe da un fabbro con le misure "ad hoc".

Naturalmente su battelli più grandi che dispongono di specchi di poppa più larghi, il sormonto delle ruotine sui tubolari potrebbero non essere necessari (ferme restando tutte le altre distanze menzionate).
Nel caso di motori più grossi montati su gommoni fino a 4,20-4,5m. e con tubolari di diverso diametro, occorrerà rifare tutte le verifiche delle distanze citate, anche ricorrendo a ruotine di diametro superiore, per conseguire il miglior risultato in armonia con le specifiche ideali da me elencate.
Ultima modifica di Barrotta Giacomo il 15/03/2017, 18:49, modificato 1 volta in totale.
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Re: Ruotine varo/alaggio/navigazione per smontabili: la perfezione esiste!

Messaggioda roby 63 » 15/03/2017, 12:28

Bene Giacomo, ho visto che sei protagonista anche in questo numero della rivista.
:bene:

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