Tuning eliche: teoria e pratica

Consigli utili sul "fai da te" : Manutenzione del fuoribordo delle eliche , degli accessori nautici e dei rimorchi

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Re: Tuning eliche: teoria e pratica

Messaggioda Blackfin » 06/09/2013, 0:39

Altri esempi degli effetti della cavitazione sul “mozzo” dell’elica esaminata. :

Resist pala5.jpg
Resist pala5.jpg (69.98 KiB) Visto 740 volte



Le discontinuità nella forma dell’elica che le hanno originate sono dovute a imperfezioni nella lavorazione di un prodotto che è comunque di serie anche se più curato della media.
Nel cercare di visualizzare i punti su cui intervenre nei “ritocchi” ho incontrato delle difficoltà a fotografare da vicino l’acciaio inox (necessariamente con il flash) a causa del riverbero per l’effetto specchio.
Il lavoro è attualmente in corso (insieme a diversi altri su “Era Ora” ) ma ecco i primi effetti delle modifiche, in questo caso sul bordo di uscita della pala:
PRIMA

Bor usc prima.jpg
Bor usc prima.jpg (38.77 KiB) Visto 740 volte


DOPO

Bor usc dopo.jpg
Bor usc dopo.jpg (43.36 KiB) Visto 740 volte


Quello che è visualizzato è un “work in progress” il cui scopo è di ottenere l’effetto raffigurato nel disegno già visto:

Resist pala4.jpg
Resist pala4.jpg (35.27 KiB) Visto 740 volte


Naturalmente dopo la modifica delle forme dovrò intervenire per diminuire la rugosità superficiale e passare successivamente alla lucidatura.


ATTREZZATURE UTILIZZATE
Tutti gli interventi di tuning e modifica (a parte la tornitura del mozzo della Blacksteel da 14” attualmente montata sul Vento 500 di Akes) sono stati portati a termine con l’utilizzo di attrezzature amatoriali magari modificate dal sottoscritto per renderle idonee allo specifico, particolare utilizzo. Nella maggior parte dei casi per asportare il materiale metallico ho utilizzato dei trapanini tipo Dremel per la loro maneggevolezza ed elevata velocità di rotazione su cui ho montato degli utensili come questi

Fresette 1.jpg
(71.84 KiB) Scaricato 1305 volte


Che consentono un lavoro abbastanza preciso, mantenendo (a differenza delle molette) un diametro abbastanza costante. I tamburi in carta abrasiva vengono facilmente sostituiti quando usurati. Per eliminare le irregolarità superficiali ho invece usato dei platorelli in gomma come questo

Platorello 1.jpg
(40.74 KiB) Scaricato 1305 volte


Di solito in dotazione con questi platorelli vengono forniti dei dischetti autoadesivi di diametro leggermente superiore a quello del platorello. Questi non vanno bene per l’uso che ci interessa.
Io procedo in questo modo: scelgo della carta abrasiva della grana adatta all’operazione da svolgere (sgrossatura, spianatura, lisciatura prelucidatura) tipo la 120, 320, 400, 800 o 1200 e poi la taglio formando dei quadrati di circa 25 mm di lato, traccio con una matita le diagonali del quadrato e ci incollo al centro del nastro biadesivo, in questo modo:

Platorello 2.jpg
(75.27 KiB) Scaricato 1305 volte


Montato il platorello sul trapanino, premendo sul biadesivo ci incollo sopra il quadrato di carta abrasiva. Azionando il trapaino a velocità non troppo elevata, appoggio sulla periferia del quadratino in rotazione la punta di una matita, così (mi scuso per le foto sfocate ma il buon Dio mi ha dato solo due mani):

Platorello 3.jpg
(58.29 KiB) Scaricato 1305 volte


La matita traccerà così un cerchio di diametro ben maggiore di quello dei dischetti in vendita:

Platorello 4.jpg
(49.6 KiB) Scaricato 1305 volte


Ritagliando il cerchio con una forbice otterremo il dischetto della grana desiderata

Platorello 5.jpg
(47.88 KiB) Scaricato 1305 volte


Purtroppo la forma delle eliche è tale (ecco il motivo di certe imperfezioni di lavorazione) che si hanno delle difficoltà ad arrivare a lavorare, specie all’interno della concavità delle pale. Ho avuto la fortuna di acquistare diversi anni fa un trapanino che adesso è uscito di produzione (anche se in qualche ferramenta è possibile trovare qualche avanzo di magazzino: il Minicraft . Eccolo:

Minicraft1.jpg
(56.87 KiB) Scaricato 1305 volte



Ha delle caratteristiche che lo rendono ideale per queste lavorazioni. Ha una velocità di rotazione regolabile ma inferiore a quello dei vari Dremel, pur essendo a 12 volt ha una potenza di 100 watt . Ma quello che imho lo rende pressochè insostituibile è il mandrino che accetta utensili con un alberino da 6 mm. consentendo di montare frese
di diametro insospettabile. Per raggiungere gli anfratti delle eliche l’ho dotato di un utensile di mia fabbricazione. Ho “cannibalizzato” un trapanino cinese di poco prezzo non più funzionante asportando tutto il rotore del motore. Ho ricavato l’alberino che è dotato di un mini-mandrino a bussola. L’alberino ha un diametro di poco inferiore a 6 mm. per cui montandolo sul Minicraft ecco cosa ho ottenuto:

Minicraft2.jpg
(53.72 KiB) Scaricato 1305 volte


Minicraft3.jpg
(40.24 KiB) Scaricato 1305 volte


Continua





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Re: Tuning eliche: teoria e pratica

Messaggioda sansacs » 06/09/2013, 9:24

Sempre utilissimo il tuo contributo Nicola :clap: :bene: :d:

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Re: Tuning eliche: teoria e pratica

Messaggioda Cerri » 06/09/2013, 10:56

frusta quando si lavora l'acciaio inox si usano abrasivi specifici per evitare di inquinare il materiale stesso e avere in seguito la ruggine fiorire sulle parti che sono state lavorate :sleep:

http://www.martinabrasivi.it/prodotti-a ... riali.html

Vai a leggere il post di Roccia come forare l'acciaio inox del rolbar :wink:

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Re: Tuning eliche: teoria e pratica

Messaggioda Blackfin » 06/09/2013, 12:37

Ho precisato che i miei sono mezzi amatoriali e a basso costo. Comunque le mie eliche non hanno mai fatto la ruggine! :mrgreen:
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Re: Tuning eliche: teoria e pratica

Messaggioda Cerri » 06/09/2013, 23:29

Blackfin ha scritto:Ho precisato che i miei sono mezzi amatoriali e a basso costo

Nessuno ha criticato la tua attrezzatura :mrgreen: ma la carta vetrata che hai usato :sleep:

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Re: Tuning eliche: teoria e pratica

Messaggioda Roccia » 07/09/2013, 13:23

Cerri ha scritto:
Blackfin ha scritto:Ho precisato che i miei sono mezzi amatoriali e a basso costo

Nessuno ha criticato la tua attrezzatura :mrgreen: ma la carta vetrata che hai usato :sleep:

vero ma la trovo solo a 30 km da casa :cry:
magari serve un pezzetto :help:
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Re: Tuning eliche: teoria e pratica

Messaggioda Blackfin » 07/09/2013, 21:32

Cerri:
quando si lavora l'acciaio inox si usano abrasivi specifici per evitare di inquinare il materiale stesso e avere in seguito la ruggine fiorire sulle parti che sono state lavorate


E' molto interessante quello che hai trovato ma:
1) L'unico abrasivo specifico per l'inox mostrato utilizza come supporto la tela che non si presta per essere tagliata a dischetti. Infatti si tratta di nastri da montare su apposite macchine utensili industriali;
2) L'utilizzo amatoriale non consente l'acquisto se non al dettaglio in ferramenta e se lì io chiedo dei fogli di carta smeriglio da 120 - 320 - 400 - 800 - 1200 specifici per l'inox mi prendono per :eek: . E' già tanto se hanno quella a secco e quella ad umido.

Il problema della ruggine si manifesta quando il supporto è a base acciaiosa (come in certi dischi da flessibile) e se lo stesso disco abrasivo viene utilizzato sia per acciaio al carbonio che inox. In questo caso le particelle di acciaio al carbonio possono contaminare (sopratutto quando le velocità di taglio, in m/s sono talmente elevate da surriscaldare l'acciaio, come avviene nei flessibili) l'acciaio inox innescando in certi tratti superficiali l'ossidazione.

Per quantificare di cosa stiamo parlando ho precisato che il surriscaldamento originato dall'utilizzo di una smerigliatrice angolare (comunemente definita flessibile) è conseguenza della velocità periferica dell'utensile (e non del numero di giri) espressa in metri al secondo (m/s) . In un flessibile con disco da 125 mm di diametro vale circa 65 m/s, in un dremel a metà potenza ( di solito lo utilizzo abbondantemente al di sotto per evitare fenomeni di risonanza del disco di carta abrasiva che ne peggiorano molto l'efficacia) la velocità periferica vale circa 19 m/s cioè meno di un terzo.
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