Conosciamo le resine

Tutorial sui lavori con vetroresina e legno su carene ed in genere . Costruzione di accessori in vetroresina e legno , plancette , consolle , panche , gavoni ecc
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Un tutorial è un metodo di trasferimento delle conoscenze e può essere utilizzato come una parte di apprendimento .
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ste_gigi
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Conosciamo le resine

Messaggioda ste_gigi » 26/12/2010, 20:54

ciao a tutti ragazzi, sono nuovo del forum.......stavo leggendo questa pagina e ho trovato un arg su cui potrei essere utile :ok:
per quanto riguarda le resine epossidiche sarebbe meglio utilizzare quelle bicomponente cfs(completly free solvent) perchè si possono conservare meglio nel tempo.
per esempio: uso la mia epox e dopo un lavoraccio lunghissimo la chiudo male....la bi rimane li dato che i singoli barattoli sono inerti da soli, la mono si secca all'aria.
seconda cosa: meglio usare resine epossidiche bicomp. senza solventi, ci puoi lavorare tranquillamente seguendo i consigli per l'uso senza avere svarioni dovuti all'inalazione del solvente
terza cosa: l'abbinamento di entrambe le cose rende, una volta finito il lavoro, la resina molto omogenea e compatta senza inclusioni di aria o zone dove il solvente è evaporato in maniera non uniforme, dato che non ce ne è, quindi un lavoro uniforme.

http://www.cecchi.it/italiano/htm/resine.html
questo è il link del produttore di cui mi servo io abitualmente per le mie creature (rifare il filo della chiglia, realizzazione fucili subacquei-arbalete)
è un sito molto ben fatto e oltretutto l'azienda è molto famosa nel settore per la grande variabilità di utilizzo dei loro prodotti e per fornirti già da subito tutto il know-how di cui hai bisogno per i tuoi lavori.

spero di essere stato utile a qualcuno,
a presto e buone feste!!





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Re: Conosciamo le resine

Messaggioda Saxthemax » 27/12/2010, 8:35

Ciao e benvenuto!

Siccome l'argomento é interessante ho ritenuto opportuno aprire un nuovo 3ad in maniera che potrai spiegarci meglio i "segreti" delle resine.
i miei gommoni....
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Re: Conosciamo le resine

Messaggioda JEBO » 27/12/2010, 16:56

:welcome : a Bordo :ceer:
Mi sembra, un buon - suggerimento - :bene:
Lomac 2001- Marshall 60- Marshall 80 ( il 4,40 poi il 4,60 ) - Marshall 90 - Marsea 100. " You only live twice....one life for you, and one for your dreams " canale youtube mauro.mezzinivideo

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Re: Conosciamo le resine

Messaggioda ste_gigi » 29/12/2010, 1:42

Grazie per il benvenuto :ceer: anke a voi :D
allora approfitterò di questo spazio che gentilmente mi offrite per dare fondo all'insegnante nascosto che è in me )212(
allora:
ci sono molti tipi di resine adatte ad i più svariati usi come ad esempio creare delle vere e proprie zone con una forma definita,
riempire gli spigoli , tappare i buchi, incollare, stuccare, isolare, e stratificare e chi più ne ha più ne metta.
iIl tipo di resina più adatto per incollare vetroresina/vetroresina, vetroresina/legno, vetroresina/legno/nastro(kevlar/carbonio/vetro)
è sicuramente la epossidica, detta anche epoxy che è anche la più versatile sotto ogni aspetto.
Ora, di quest'ultima, ne esistono vari tipi: rossa, bianca, mono, bicomponente, con solvente e senza solvente, additivata o pura.
Di additivi a loro volta ce ne sono parecchi ed ognuno per un uso specifico.
Le epoxy più affidabili sotto tutti i punti di vista sono quelle senza l'aggiunta di solventi perchè, come detto prima, il solvente può
evaporare in maniera diversa da un punto all'altro in funzione dell'aria che circola sopra la sua superficie e dello strato che è stato
depositato che se fatto a pennello sicuramente non sarà uniforme. Per questo con una cfs(completly free solvent) questi rischi non incorrono.
L'unica cosa da tenere sotto controllo è lo spessore depositato per ottenere un lavoro uniforme.
Detto questo analizziamo la resina epo. senza solvente con additivi.
Questa resina venduta principalmente in bicomponente per questioni di semplicità lavorativa va' in proporzione 2:1 tra componente A e B,
utilizzata in questa maniera è credo ciò che si può di meglio trovare per rivestire strati di legno o vetroresina appena lavorati così da
isolare perfettamente il materiale da ogni tipo di corrosione che lo potrebbe attaccare(acqua marina, vento, sabbia, raggi solari).
Con l'uso di addensanti particolari si ottiene una miscela via via più densa che rispettivamente dà l'occasione di usarla per incollare,
riempire buchi, arrotondare spigoli, rinforzare pareti, costruire filetti e vere e proprie strutture portanti senza l'ausilio di anime, o
addiritturra di spalmare delle basi sullo specchio di poppa su cui si andrà a fissare il motore così da non avere buchi nella carenatura
della barca e utilizzare quello spazio che altrimenti sarebbe andato perso.
Con l'uso di un distaccante si possono inoltre creare varie forme di pattini per prolungare la poppa e con un po' di pazienza magari includerci una scaletta
di risalita senza l'ausilio di supporti dato che con l'aumentare della percentuale di addensante (sempre per ogni tipo) aumenta
la tenacità della pasta e quindi la resistenza alla trazione/carico della parte.
Si può arrivare, sempre che l'intenzione sia quella, ad ottenere basi e filetti di tenuta con carico di rottura superiore ai 2000Kg.

http://www.cecchi.it/italiano/htm/lavori.html

Questa è una pagina che mostra solo alcune applicazioni della resina epossidica cfs bicomp. ma molte altre sono ancora da scoprire,
data versatilità e credo che per trasformare un EB in un FB questo sia il prodotto certamente più indicato, abbinato all'addensante
n°2 della "cecchi&co", con solo questi due prodotti si può rifare tutta la coperta del gommone o della barca basta essere armati
di tanta pazienza, passione e tempo libero.
La qualità del tempo non influisce sull'affidabilità di queste resine poichè devono solo asciugare, l'importante è che ci sia aria
e non siano sottovuoto :clap: per il resto l'unica differenza tra lavorazioni invernali ed estive è che tra una mano e l'altra si dovrà
aspettare di più o di meno ma sempre nell'ordine di un paio d'ore al massimo. Tenete conto che verso maggio con 24/25 °C
per far asciugare 1mq di legno d'abete alla prima mano in modo che sia di nuovo riverniciabile(la prima mano se il materiale è poroso
viene assorbita), quindi poco "appicicaticcio", ci vogliono 2 ore. I tempi di lavorazione si allungano un po' rispetto ai solventi
ma nella media di una lavorazione continua tutto l'anno si dimezzano e si semplificano di parecchio anche grazie all'elevata
spalmabilità.
Ho utilizzato questa resina con l'addensante n°2 molto concentrato, il risultato è una specie di gelato biancastro, per
rifilare la chiglia del mio gommone ed ora neanche gli strattoni animaleschi del carrello a motore del circolo marino
possono rovinarne il filo.
L'unico problema è che quando il composto è ancora fresco, e mantenuto nei barattoli di plastica della casa, bisogna stare attenti
a non esporre la resina al sole tra una pennellata e l'altra in quanto in questo stato assorbe radiazioni solari che la fanno
catalizzare velocemente e vi ritrovate tra le mani una resina che aumenta molto rapidamente di temperatura e si solidifica all'istante.
Per cui fate attenzione a questo inconveniente.
Esiste inoltre la possibilità di stratificare resine epoxy colorate(hanno caratteristiche di resistenza meccanica impressionanti) con smalti
e spinnaker(una specie di smalto a volte incolore a base poliuretanica che filtra i raggi UVA/B e crea uno strato membranico impenetrabile)
così da rifare la chiglia sopra e sotto la linea di galleggiamento(ovviamente con strati e materiali dedicati) così da non preoccuparsene
più se non periodicamente per qualche pulita di routine. Nel link che ho inserito e che ho messo anche a fondo pagina, alla voce
libretto e catalogo sono date spiegazioni e consigli d'uso ben più dettagliate e tecniche delle mie, comunque quello che consiglio
è di avere le idee ben chiare su cosa si vuole fare e poi di stabilire delle fasi di lavorazione per passi successivi, così
anche se la epoxy rende la vita facile quando la stiamo usando e per quello che la stiamo usando, avremo un lavoro fatto
a regola d'arte e nel modo più semplice tra l'altro, così se per caso interrompiamo il lavoro ad esempio alla fase 2, potremo
sempre riprenderlo senza tornare indietro.
Con questo spero di aver aperto un pochino la porta sul grande mondo delle resine che adesso con le nuove cfs si sta rivoluzionando
e sul quale molte porte devono ancora essere scoperte ed aperte.

http://www.cecchi.it/italiano/htm/prod.html

Saluti a tutti e buona navigazione
Stefano )megabal(

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Re: Conosciamo le resine

Messaggioda Akeswins » 29/12/2010, 10:43

La epoxy impiegata nell'' Akes 27 è proprio la cfs di Cecchi..

Con l'uso di un distaccante si possono inoltre creare varie forme di pattini per prolungare la poppa e con un po' di pazienza magari includerci una scaletta
di risalita senza l'ausilio di supporti dato che con l'aumentare della percentuale di addensante (sempre per ogni tipo) aumenta
la tenacità della pasta e quindi la resistenza alla trazione/carico della parte.
Si può arrivare, sempre che l'intenzione sia quella, ad ottenere basi e filetti di tenuta con carico di rottura superiore ai 2000Kg.


Potresti approfondire? non ho capito benissimo.. intendi una chiusura di poppa per trasformazione da efb a fb?
Alessandro - Vento 500 con F60 EFI + Akes 23 con 250 Optimax XS , ex Colombo 27 con 2 x 260 mercruiser
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Re: Conosciamo le resine

Messaggioda ste_gigi » 05/01/2011, 2:00

non proprio...con l'uso di un'apposita miscela caricata si può creare un supporto/rinforzo su cui poi installare il motore,
per esempio creare uno specchio di poppa vero e proprio sopra quello già esistente e rinforzarlo, dato che in qesto caso
non è stato progettato per reggere un motore.
Questo è tratto direttamente dal sito della Cecchi a proposito della "resina epossidica steel blue" :
"Steel Blue è indicatissimo anche per i supporti motore, per allineamento cavalletti porta asse e
ovunque sia necessario allineare una superficie per renderla complanare ad un’altra.
C-Systems Steel Blue ha resistenza alla compressione di oltre 1100 kg/cm2".
Per la chiusura della coperta sarà più che sufficiente stratificare resina epo cfs e fogli di vetro biassiale
(due trame incrociate a 45° rispetto alla vetricale) oppure kevlar o carbonio, come meglio preferisci.

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Re: Conosciamo le resine

Messaggioda Turbopompa » 05/01/2011, 18:37

grazie per l'info molto interessanti :pro: :pro:
anche io avevo comprato in passato tale marca perche mi era stata consigliata ...eccoli:
Foto 1.jpg
(137.03 KiB) Scaricato 5929 volte

magari con i tuoi consigli riuscirò ad utilizzarle al meglio :ceer:
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Re: Conosciamo le resine

Messaggioda mack » 02/03/2012, 14:10

ciao trovo il post, molto interessante!! io vorrei fare nel tempo libero delle piccole variazioni in coperta.. cioè dovrei rifare degli angoli e delle canalette di scolo sotto i sedili per evitare che qualche goccia entri nei gavoni del pozzetto di poppa..

come dovrei acquistare?

resina eposs. bicomponente e qualche foglio in fibra di vetro può bastare?

grazie
Marco
ciao Marco

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Re: Conosciamo le resine

Messaggioda maccarello » 19/05/2012, 13:43

Vuoi dire che queste resine farebbero al caso mio (supporto x motorino secondario da 35 Kg che si sta staccando rompendo la vtr dove è apposggiato ---> vedi post specifico) ?

Di fatto dovrei "ricostruire" una parte della plancetta di poppa essendo certo che , malgrado la parziale rottura (bullone fuoriuscito), il peso del motorino sia sostenuto ..

Baci MAC

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Re: Conosciamo le resine

Messaggioda ste_gigi » 18/03/2013, 16:18

scusate la lunga assenza.....ma purtroppo per tutto questo periodo ho avuto molto meno tempo libero da dedicare al "fai da te"....
comunque tornando ai vecchi messaggi......in ordine:

-si per fare piccoli lavoretti in coperta o sul ponte sono sufficienti resina epo e vetro biassiale ben impregnato...risultato=solitità della chiglia anche in coperta+veerniciatura (ovviamente (§) )

- per rifarti lo specchio nella zona del motore ausiliario sarebbe meglio riempire ogni fessura per bene con la resina+addensante2 e poi impregnare un bel foglio di vetro e appplicarlo a cavallo dello specchio in modo da coprire una zona ben più ampia dellaa rottura, sia davanti che dietro. Resinare ancora, e poi metter su la "blue steel"....sarà forse un po' eccessivo ma non sarebbe bello vedere un pezzo di gommone che si stacca e va giù...giù...giù....

scusate ancora per il tempismo, magari avrete già risolto il problema in qualche modo, ma nel dubbio meglio tardi che mai!!!! :ceer:

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Re: Conosciamo le resine

Messaggioda scudo » 03/06/2013, 21:57

Cosa mi dite di questo prodotto? Putty gel coat 4 in uno.
Per il video www.ilpa.it

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Re: Conosciamo le resine

Messaggioda Saxthemax » 04/06/2013, 9:28

scudo ha scritto:Cosa mi dite di questo prodotto? Putty gel coat 4 in uno.
Per il video http://www.ilpa.it


molto interessante, specialmente per chi non é molto pratico nell'uso dei vari elementi...
i miei gommoni....
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Re: Conosciamo le resine

Messaggioda MANCUTTERO » 04/01/2017, 12:58

Ho un dubbio che spero possiate risolvere. Ho della resina epossidica acquistata qualche anno fa. E' contenuta in dei barattoli senza alcuna indicazione.Poichè dovrei utilizzarla per alcuni interventi su cassero e carena del mio marshall m40, non ricordo le proporzioni tra resina e catalizzatore. Le possibilità,se non ricordo male, erano 1:1 oppure 2:1. ma non ne sono sicuro. Chi mi può aiutare?

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Re: Conosciamo le resine

Messaggioda stan » 04/01/2017, 13:57

Se la resina è di qualche anno fa (quanti?), potrebbe essersi degradata e quindi non essere più utilizzabile, soprattutto per lavori di tipo strutturale.

Per quanto riguarda la proporzione, non c'è una regola fissa, dipende da resina a resina e alcune resine possono essere utilizzate con catalizzatori diversi per variare il tempo di lavorabilità.

Se conosci almeno la casa produttrice e/o la sigla della resina, forse puoi trovare qualcosa su internet, altrimenti puoi provare a basarti sulla dimensione dei contenitori (se sono quelli originali) per ricavare una % approssimativa; in ogni caso farei una prova, prima di utilizzarla sul gommone ;-)

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Re: Conosciamo le resine

Messaggioda MANCUTTERO » 04/01/2017, 15:19

Ok, grazie Stan

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Re: Conosciamo le resine

Messaggioda Blackfin » 05/01/2017, 10:06

Nella realizzazione della mia consolle sto utilizzando appunto della resina epox bicomponente. Il rapporto in peso è di 10:4,5 (resina-catalizzatore) . Non è recente ma, a differenza dei bicomponenti a base poliestere è molto più stabile nel tempo e, quindi, a condizione di tenere ben chiusi i contenitori, specie il catalizzatore. Per la catalisi è bene stare al di sopra dei 20 °C. Per ottenere prestazioni "super" in termini di resistenza i particolari andrebbero sottoposti a postcura (dopo la catalisi normale) a 50°C per 18 ore. Nell'accoppiare la resina con compensato marino io uso l'accorgimento di essicarlo per bene, prima di resinarlo, sottoponendolo a calore. Risultati:
- se ne estrae la umidità interna evitando successive deformazioni per sbalzi termici (sempre possibili per mezzi, come i nostri prevalentemente "open");
- si aprono maggiormente i pori del legno che possono assorbire meglio la resina, creando un "composito" fibre del legno/epox di caratteristiche eccellenti.
Data la lentezza con cui viene assorbita la resina suggerisco almeno 3 passate a pennello distanziate di 10-15 min. per consentire il completo assorbimento. Una volta catalizzata e indurita la parte andrà carteggiata con grana fine (io uso la 320) per eliminare lo strato superficiale "lucido" che impedirebbe un eventuale incollaggio/verniciatura successivi ottimali.
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Re: Conosciamo le resine

Messaggioda Uauaton V » 06/01/2017, 8:24

Sono fortunato a non aver la necessità di manipolare i vari componenti che via via vengono descritti, ma voglio congratularmi con chi ha aperto questo argomento con tanta professionalità quindi un grande applauso :clap: :clap: :clap: :ok: e per mia semplice cultura lo seguirò grazie ancora :b:

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